Liguria nella morsa del traffico. Allarme Confetra: "La situazione può peggiorare"

Nicolini: "Dal 24 luglio al 10 settembre Rfi ha annunciato lavori sulla linea ferroviaria di Mignanego: il traffico merci da e per il porto sarà in parte spostato su Ovada, una linea molto frequentata dai passeggeri. Non credo che nell’attuale situazione siano previsti servizi sostitutivi su pullman"

di Francesco Ferrari

Genova - "La situazione in Liguria non è più sostenibile. Ne abbiamo parlato sia col presidente del Consiglio che con la ministra dei Trasporti. Siamo molto preoccupati, perché fra un mese il quadro potrebbe peggiorare". Guido Nicolini, presidente della Confederazione generale della logistica (Confetra), la scorsa settimana ha partecipato agli Stati generali dell’economia in rappresentanza di un settore che lo stesso Giuseppe Conte ha definito «tra le filiere più strategiche per il Paese». «Il fatto che la logistica sia al centro dell’agenda istituzionale italiana ci fa molto piacere. Ma adesso bisogna andare avanti senza perdere tempo».

Perché sostiene che la situazione in Liguria potrebbe peggiorare?
«Perché dal 24 luglio al 10 settembre Rfi ha annunciato lavori sulla linea ferroviaria di Mignanego: il traffico merci da e per il porto sarà in parte spostato su Ovada, una linea molto frequentata dai passeggeri. Non credo che nell’attuale situazione siano previsti servizi sostitutivi su pullman. Nei prossimi giorni parleremo con Rfi perché la Liguria rischia di precipitare in un caos peggiore di quello attuale».

Il governo è informato?
«Ne ho parlato personalmente con la ministra De Micheli e col il suo capo di gabinetto. A fine luglio i traffici portuali potrebbero riguadagnare qualcosa, dopo un giugno disastroso che ha visto un crollo del 15-20%: non voglio neppure immaginare uno scenario con le autostrade liguri in ginocchio e il traffico su gomma in aumento a causa della chiusura della ferrovia. A Rfi chiederemo di posticipare o modificare l’agenda dei lavori».

Non si poteva intervenire prima?
«È il solito problema: manca il coordinamento sui lavori. È la burocrazia che ci impedisce di recuperare competitività».

A Conte, oltre alla minore burocrazia, avete chiesto più attenzione alle infrastrutture e sostegno alle quasi centomila aziende del settore. Vi sentite tranquillizzati?
«Il dato positivo è il riconoscimento del ruolo strategico del settore. Certo, poi bisogna passare ai fatti: semplificare, velocizzare, evitare che le procedure rendano impossibile fare impresa. Non è possibile che tutti i porti italiani abbiano un problema di intasamento stradale e che il problema dell’ultimo miglio ferroviario non sia stato ancora risolto».

A proposito di burocrazia: qual è la posizione di Confetra in merito ai porti di Trieste e Venezia, dove i presidenti rischiano di essere estromessi dalle Authority?
«È semplicemente scandaloso. I presidenti sono uomini che fanno un servizio pubblico, non è tollerabile che siano costantemente sotto scacco. Nel caso di D’Agostino, che conosco da 20 anni, posso dire che gli affiderei anche le chiavi di casa. Del resto, nessun dirigente comunale firma più autorizzazioni di trasporti eccezionali per timore di ricevere un avviso di garanzia... Quando parliamo di semplificazioni, ci riferiamo anche a questo». —

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