WeBuild, sul titolo pesa il lodo panamense

Milano - Seduta da dimenticare per Webuild a Piazza Affari, con il titolo che ha chiuso in calo del 5,52% a 0,99 euro. La società della famiglia Salini paga l'esito di un lodo arbitrale emesso nell'ambito dell'ampio contenzioso che contrappone il consorzio dei costruttori del nuovo Canale di Panama (Gupc), di cui Webuild fa parte, al committente, l'Autoridad del Canal de Panama (Acp)

Milano - Seduta da dimenticare per Webuild a Piazza Affari, con il titolo che ha chiuso in calo del 5,52% a 0,99 euro. La società della famiglia Salini paga l'esito di un lodo arbitrale emesso nell'ambito dell'ampio contenzioso che contrappone il consorzio dei costruttori del nuovo Canale di Panama (Gupc), di cui Webuild fa parte, al committente, l'Autoridad del Canal de Panama (Acp). Il lodo, di cui è stata data notizia nel weekend ha riconosciuto a Gupc 17,7 milioni di euro circa, oltre alcune riserve il cui ammontare dovrà essere negoziato dalle parti secondo le indicazioni del Tribunale Arbitrale. Si tratta di una somma decisamente inferiore ai 227 milioni, di cui 86 milioni di spettanza di Webuild, che in via provvisoria il Dispute Adjudication Board aveva riconosciuto al consorzio.

Si tratta di «una notizia negativa per Webuild, che in base alla sua partecipazione al consorzio Gupc, subirà un'uscita di cassa fino a massimi 80 milioni di euro (8% dell'attuale market cap)», sottolinea Equita. Il lodo chiude solo una parte della serie di reclami presentati nei confronti di Acp e rappresenta circa l'11,7% dei circa due miliardi di euro di domande formulate dal consorzio. Nel caso di specie Gupc contestava la difformità del basalto rispetto alle qualità assicurate da Acp, i lunghi ritardi provocati da Acp nell'approvare la design formula per le miscele del calcestruzzo e la variazione delle condizioni per l'esecuzione di test di laboratorio in cantiere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Argomenti: