Fuochi: "Per crescere dobbiamo ripartire dal Piano della Logistica" / L'INTERVISTA

"Pur con le difficoltà di un mercato incerto e condizionato dai problemi sanitari, siamo moderatamente ottimisti su una ripresa dei traffici. Il nostro gruppo e’ molto attento all’innovazione e a nuovi progetti. Ad esempio siamo stati tra i primi ad organizzare treni da e verso la Cina"

Milano - Qual è il bilancio che può fare di questa prima parte di 2020? «Disponendo di un network presente in tutto il mondo la nostra azienda è riuscita a contenere la riduzione del fatturato e far fronte ai lockdown dei vari Paesi - risponde Riccardo Fuochi, numero uno di Logwin - Siamo ricorsi allo smart working, cercando di utilizzare il meno possibile la cassa integrazione. Devo riconoscere che abbiamo avuto una grandissima collaborazione da parte di tutti i nostri dipendenti che hanno saputa fare “squadra” consentendoci di gestire le nostre attività con la stessa efficienza di prima dell’emergenza».

Quali sono, oggi, le priorità che dovrebbero essere portate avanti dalle Autorità di sistema portuale per fronteggiare l’emergenza Covid?
«Le Autorità di sistema Portuale da sole possono fare ben poco. E’ inderogabile una programmazione completa che parta dal Governo e occorre che venga istituito un Ministero del Mare che possa raggruppare tutte le competenze oggi frazionate in più ministeri sull’esempio di quanto fatto recentemente in Francia. Un altro fattore determinante è l’integrazione tra sistemi portuali e logistica, con l’implementazione di ZES o ZLS».

Quali sono le prospettive della sua azienda/attività per i prossimi mesi?
«Pur con le difficoltà di un mercato incerto e condizionato dai problemi sanitari, siamo moderatamente ottimisti su una ripresa dei traffici. Il nostro gruppo e’ molto attento all’innovazione e a nuovi progetti. Ad esempio siamo stati tra i primi ad organizzare treni da e verso la Cina ed ora stiamo proponendo un servizio camionistico diretto tra diverse località della Cina e Milano. Considerando la difficoltà di reperire spazio sui voli e l’elevato costo dei noli aerei, questo servizio consente di trasportare le merci in massimo 15 giorni door/door con tariffe di oltre il 50% inferiori alla via aerea» .

La logistica è uno dei fattori di debolezza del sistema produttivo italiano: quali sono gli interventi che a suo avviso dovrebbero essere portati avanti senza indugi?
«Innanzitutto le infrastrutture. Lasciamo da parte i ponti sullo stretto e concentriamoci nei progetti già in essere accelerando la realizzazione di tutte le opere già in corso. Terzo valico, gronda, Tav ecc. La posizione dell’Italia consente di creare strutture logistiche per la ridistribuzione in tutta Europa, invertendo il trend Nord-Sud. Non solo, concentriamo l’attenzione sui Paesi del Nord e Centro Africa. Riprendiamo il Piano della logistica, aggiornandolo alle nuove necessità e tecnologie».

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