Troppi controlli, sempre più aziende rifiutano contratti di trasporto verso il Regno Unito

Secondo i dati della piattaforma logistica globale Transporeon, la scorsa settimana il tasso di rifiuto, che certifica quante aziende hanno detto no a contratti di consegna merci a lungo termine, è stato superiore del 158% rispetto alla media del terzo trimestre. Il dato è leggermente inferiore rispetto alla settimana precedente.

Il porto di Dover

Londra - Le aziende stanno rifiutando un contratto su cinque per il trasporto merci dalla Francia al Regno Unito a causa delle nuove regole introdotte con la Brexit, che provocano forti ritardi nell’attraversamento della Manica.

Secondo i dati della piattaforma logistica globale Transporeon, la scorsa settimana il tasso di rifiuto, che certifica quante aziende hanno detto no a contratti di consegna merci a lungo termine, è stato superiore del 158% rispetto alla media del terzo trimestre. Il dato è leggermente inferiore rispetto alla settimana precedente.

I tassi di rifiuto "in percentuale molto alta" anche durante il viaggio di ritorno in Francia e Germania riflettono "spedizionieri impreparati, difficoltà nel reperire  garanzie bancarie per i documenti di transito e vettori che preferiscono tornare nel continente senza carico", ha spiegato Stephan Sieber, amministratore delegato di Transporeon.

Il Regno Unito ha lasciato il mercato unico dell'Unione europea il 31 dicembre scorso. Da quella data, i camionisti sono tenuti a compilare moduli doganali e a sottoporsi a rigorosi controlli alla frontiera. Sono in molti a preferire il ritorno in Europa a carico vuoto, anziché sottoporsi ai nuovi controlli.

Il fenomeno sta facendo aumentare i costi di spedizione. Il tasso spot Francia-Gran Bretagna - per i viaggi prenotati con breve preavviso – continua a crescere e ha superato i livelli registrati appena prima della fine dell'anno, quando le aziende stavano accumulando scorte in previsione della Brexit. Le tariffe ora sono circa il 50% sopra la media del terzo trimestre per la sesta settimana consecutiva.

La domanda di trasporto di carichi dalla Francia alla Gran Bretagna si sta lentamente riprendendo dopo la pausa festiva, ma i volumi sono ancora inferiori del 38% rispetto a gennaio dello scorso anno, secondo i dati in tempo reale di Sixfold, un'unità di Transporeon. Molte aziende stanno aggirando il Regno Unito preferendo rotte dirette verso l'Europa, come quella lanciata in settimana tra Dublino e Amsterdam.

"Non ha senso commerciale pagare costi altissimi per la consegna e raddoppiare i dazi all'importazione, sia qui che all'ingresso nell'UE", ha denunciato Ben Moore, amministratore delegato di Sealite Ltd, produttore di attrezzature per la navigazione marittima. "Ora spedisco direttamente aggirando del tutto il Regno Unito, il che inevitabilmente comporterà licenziamenti".

©RIPRODUZIONE RISERVATA