Il piano Biden: 621 miliardi per le infrastrutture americane

La Maritime Administration del Dipartimento dei Trasporti Usa ha aperto l’application period a un bando del valore complessivo di 230 milioni di dollari destinati al finanziamento di progetti legati allo sviluppo della portualità e delle infrastrutture intermodali

Il porto di Los Angeles

di Elisa Gosti

Washington - Gli Stati Uniti non si fermano e puntano sullo sviluppo delle infrastrutture. L’amministrazione Biden negli scorsi giorni ha presentato un piano da 2.000 miliardi di dollari - da spendere in otto anni, per la realizzazione e l’ammodernamento di opere infrastrutturali - che pare ispirarsi al New Deal del secolo scorso: «Un investimento potente sull’America, come non accadeva da anni» spiega il presidente Joe Biden.

Verranno investiti 621 miliardi di dollari in infrastrutture di trasporto: strade, ponti, mezzi pubblici, sviluppo di veicoli elettrici ma anche aeroporti e porti. In particolare, 17 miliardi saranno dedicati allo sviluppo di vie navigabili interne, porti e traghetti. Un’operazione storica, destinata a essere un vero e proprio spartiacque, che mette fine a decenni nel corso dei quali il livello di investimenti in questo settore è rimasto ai minimi termini. Una mossa che rimette ordine nelle priorità di Washington e che colloca al primo posto la questione climatica, per troppo tempo messa da parte dall’amministrazione Trump, ponendola come una conditio sine qua non per lo sviluppo economico del Paese nel medio e nel lungo periodo. In questa direzione si muove quindi anche il mondo della portualità, considerata una componente strategica per lo sviluppo presente e futuro del Paese e per il potenziamento delle relazioni commerciali.

A questo proposito la Maritime Administration del Dipartimento dei Trasporti Usa ha recentemente aperto l’application period a un bando del valore complessivo di 230 milioni di dollari destinati al finanziamento di progetti legati allo sviluppo della portualità e delle infrastrutture intermodali, nell’ambito del Port Infrastructure Program (Pidp). Il programma prevede la possibilità di finanziare la costruzione di basi competitive per sostenere i progetti che rafforzano e modernizzano le infrastrutture portuali, supportandone, a lungo termine, la sostenibilità economica e, parallelamente, anche quella ambientale. Possono partecipare al bando sia gli Stati che le Port Authority: i progetti verranno valutati sulla base di specifici criteri predefiniti, come per esempio la capacità di affrontare le sfide che riguardano le aree rurali o quella di ridurre le barriere nei confronti delle opportunità di sviluppo, di affrontare le problematiche legate all’equità e di indirizzarsi verso le questioni concernenti il cambiamento climatico e gli impatti ambientali.

La quota minima di finanziamento è pari a un milione di dollari, con una percentuale di co-finanziamento federale che non deve superare l’80%: «I porti della nostra nazione sono una componente strategica delle nostre infrastrutture critiche - spiega Pete Buttigieg, segretario ai Trasporti statunitense -. Le banchine creano posti di lavoro e rendono la nostra economia più resiliente e sostenibile. Questo finanziamento andrà ad affiancare gli investimenti locali e regionali sulle infrastrutture per far sì che i lavoratori americani e le comunità possano giovare di benefici economici a lungo termine, senza perdere di vista la questione climatica e i diritti». La scadenza per partecipare al bando è prevista per il prossimo 30 luglio. Il 12% dei finanziamenti concessi negli scorsi due anni ha coperto le spese per lo sviluppo di impianti eolici e di infrastrutture dedicate alle nuove forme di energia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA