Chep Italia, tagliato un milione di chilometri percorsi a vuoto

Milano - Far leva strategicamente sui Big Data per tracciare tratte di trasporto condivise, coniugando le esigenze di aziende diverse e riducendo il numero dei viaggi a vuoto, che nella sola Europa rappresentano il 20% del totale dei veicoli-chilometro percorsi (fonte: Dossier Trasporto merci su strada Anfia 2019). È questo il valore innovativo del trasporto collaborativo

Milano - Far leva strategicamente sui Big Data per tracciare tratte di trasporto condivise, coniugando le esigenze di aziende diverse e riducendo il numero dei viaggi a vuoto, che nella sola Europa rappresentano il 20% del totale dei veicoli-chilometro percorsi (fonte: Dossier Trasporto merci su strada Anfia 2019). È questo il valore innovativo del trasporto collaborativo, segmento in cui Chep Italia ha registrato una crescita del 15% negli ultimi tre anni in ragione dei benefici ambientali e dei risparmi economici (in media l’11%: riduzione dei costi complessivi di trasporto rispetto alla situazione standard - dati ricavati dall’analisi dei 30 progetti di trasporto collaborativo avviati da Chep Italia) che questa soluzione è in grado di generare per produttori e aziende di trasporto.

Un impatto potenzialmente positivo se rapportato al contesto italiano, che vede il trasporto su strada essere la modalità prevalente di movimentazione delle merci, con i camion che veicolano l’80% delle spedizioni sulle strade nazionali (Fonte Anfia). I progetti di trasporto collaborativo promossi da Chep Italia hanno riguardato operatori di primo piano del settore del largo consumo, come Nestlè Waters, Fbf (gruppo Bauli), Acqua Sant’Anna, Lucart, Latteria Soresina, Caviro: un gruppo di esperienze che assieme a tante altre testimoniano il crescente interesse verso soluzioni in grado di ottimizzare e rendere parallelamente più sostenibile la catena logisitica: «Oggi in Europa - spiega Marika Roncelli, Supply Chain Collaboration Manager di Chep Italia - le catene di fornitura sono sotto pressione per la combinazione di una serie di fattori: domanda più elevata e più frequente, carenza di autisti, necessità di ridurre i costi ma migliorando l’impatto ambientale. Eppure il 25% dei camion europei non viene ancora caricato in modo efficiente. Nei prossimi anni continueremo a investire nella logistica collaborativa per aiutare le aziende italiane ad essere più efficaci riducendo le emissioni di anidride carbonica. Se il 60% del mercato italiano del trasporto dei beni del largo consumo fosse in pallet pooling e viaggiasse con soluzioni di trasporto collaborativo ogni anno infatti si potrebbero tagliare oltre sei milioni di chilometri a vuoto con un risparmio di emissioni di circa 5.200 tonnellate di CO2». Per tracciare tratte di trasporto condivise e aumentare la saturazione dei mezzi, Chep Italia dispone di uno strumento di proprietà che intercetta e raccoglie tutte le informazioni derivanti dalla movimentazione dei pallet. Con questo sistema Chep è in grado di calcolare quanti camion completi e non viaggiano per ciascuna azienda, su ogni direttrice di trasporto.

Tramite un algoritmo, il sistema è in grado di combinare al meglio le tratte per ridurre al minimo i chilometri a vuoto. I progetti di trasporto collaborativo di Chep Italia non coinvolgono solo il trasporto su gomma, ma sfruttano qualsiasi alternativa percorribile, come tratte ferroviarie, intermodali, marittime. Chep aiuta a trasportare più prodotti a più persone e in più destinazioni rispetto a qualsiasi altra organizzazione esistente. I suoi pallet, casse e contenitori formano la spina dorsale della catena di approvvigionamento globale, e le più grandi società del mondo si affidano a Chep per trasportare le loro merci in modo più efficiente, sostenibile e sicuro. In qualità di pioniere della sharing economy, la società ha saputo creare uno dei gruppi logistici più sostenibili al mondo, con gli strumenti della condivisione e del riuso delle sue piattaforme secondo un modello noto come pooling (raggruppamento).

Il sistema adottato da Chep segue i principi dell’economia circolare e crea catene di approvvigionamento più efficienti riducendo i costi operativi e la domanda di risorse naturali. A differenza di altre società, Chep noleggia i propri pallet e le proprie piattaforme, che dopo l’uso vengono ritirate per essere ispezionate, ricondizionate nei centri assistenza e rispedite nuovamente nella catena di fornitura. Chep è attiva principalmente nel comparto dei beni di largo consumo (alimenti secchi, generi ortofrutticoli, di drogheria, bevande, articoli sanitari, per la cura personale, beni provenienti da industria manifatturiera). La società conta circa 11 mila dipendenti e crede fermamente nel potere dell’intelligenza collettiva attraverso la diversità, l’inclusione e il lavoro di squadra. È proprietaria di circa 330 milioni di pallet, casse e container all’interno di una rete di oltre 750 centri di assistenza, supportando più di mezzo milione di punti di contatto con aziende multinazionali come Procter & Gamble, Sysco e Nestlé. Chep fa parte del gruppo Brambles, ed è presente in oltre 60 Paesi.

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