Lavoro, Confetra: “Basta strumentalizzazioni sulla logistica”

"Non si considera mai che il nostro CCNL si applica a circa un milione di lavoratori, ed è il secondo più grande CCNL privato d'Italia dopo quello del Commercio"

Un momento della manifestazione in sostegno dei lavoratori della logistica

Roma - "Trovo insopportabile che, ogni volta che si voglia parlare di Logistica e lavoro, si debba affrontare anzitutto il tema "legalità" quasi come se l'intero settore fosse caratterizzato da illegalità e soprusi". Lo dichiara il presidente di Confetra, Guido Nicolini a proposito degli incidenti dei giorni scorsi, sottolineando che "non accettiamo fuorvianti strumentalizzazioni".

"Non si considera mai che il nostro CCNL si applica a circa un milione di lavoratori, ed è il secondo più grande CCNL privato d'Italia dopo quello del Commercio", firmato "da tutte le Confederazioni Datoriali e Sindacali, e classificato dal CNEL tra i contratti leader". In più già "da 3 anni" sono stati regolamentati dal contratto i rider. "la Legge, poi, prevede la possibilità di servirsi anche di fornitori e partner esterni attraverso due strumenti, e codifica quindi l'appalto di servizio per la gestione dei magazzini ed il contratto di trasporto per le consegne. Anche qui, chi rispetta la legge non ha mai avuto problemi". Chi invece "si pone fuori dalle regole fa anche un danno al mercato, inquina la concorrenza, indebolisce il CCNL di riferimento. Ma parlare solo di questo ultimo aspetto, ignorando tutto il resto, è davvero fuorviante e fa passare il messaggio subliminale che, nella Logistica, le dinamiche che regolano il lavoro siano strutturalmente marce. Questo è un approccio inaccettabile".

"Sono 10 anni che Confetra si batte per un Tavolo permanente sulla legalità nel lavoro. Abbiamo avanzato proposte tecniche volte a rendere più affidabile e certificabile le selezioni delle società appaltatrici, modello White List presso le Prefetture come già avviene per il Settore Edile. Abbiamo chiesto norme più severe nel perseguire le cooperative spurie, introducendo i vincoli dell'anzianità e delle soglie minime di fatturato, e di rendere più incisivi i controlli. Non abbiamo mai messo in discussione il principio giuridico della "culpa in vigilando", ma abbiamo chiesto strumenti per poter fare effettivi accertamenti. Collaboriamo con le Prefetture di mezza Italia, da Milano a Bologna e Piacenza, e siamo parte attiva di tutti i Protocolli per la legalità fino ad ora promossi sui territori dal Viminale".

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