Vaccini, la Cina supera il miliardo di dosi. Tragedia in Brasile: mezzo milione di morti

La Cina, con i suoi 1,4 miliardi di abitanti, primo Paese ad ammalarsi e, ufficialmente, il primo ad essere guarito, ha ora l'obiettivo di vaccinare con due dosi il 40% della popolazione entro la fine di giugno.

Cittadini in attesa di essere vaccinati a Pechino

Roma - La Cina ha somministrato oltre un miliardo di dosi di vaccino contro il Covid, quasi la metà dei 2,5 miliardi finora inoculati nel mondo intero. Un traguardo che ne controbilancia un altro, negativo: oltre mezzo milione di morti nel Brasile, dove la pandemia è ancora fuori controllo e fa del grande Paese sudamericano il grande malato in un mondo in cui si è superato il totale di 3,8 milioni di morti.

La Cina, con i suoi 1,4 miliardi di abitanti, primo Paese ad ammalarsi e, ufficialmente, il primo ad essere guarito, con dati epidemiologici - stando alle fonti ufficiali cinesi - risibili rispetto al resto del mondo (nelle ultime 24 ore si segnalano solo 23 casi, tutti importati dall'estero), ha ora l'obiettivo di vaccinare con due dosi il 40% della sua popolazione entro la fine di giugno. Per raggiungerlo, le autorità hanno messo in campo ogni mezzo per convincere le fasce di popolazione più riottose, scettiche o anche solo poco informate, e non solo nelle aree rurali. E così nella provincia centrale dell'Anhui a chi si vaccina si offrono uova, a Pechino buoni spesa per il supermercato. La Cina ha finora autorizzato quattro vaccini, tutti con prestazioni ritenute inferiori a quelle dei principali preparati diffusi in Occidente, fra cui Pfizer e Moderna, che nei test hanno mostrato un'efficacia intorno al 95%.

La casa cinese Sinovac ha dichiarato che l'efficacia del suo vaccino nel contrastare il contagio è intorno al 50%, a fronte però dell'80% o più nel prevenire forme gravi del Covid-19. I due vaccini prodotti da Sinopharm dichiarano un'efficacia profilattica del 79% e 72%, che scende al 65% dopo 28 giorni dalla somministrazione per il siero della CanSino. Specularmente opposto alla Cina spicca il Brasile, dove la campagna vaccinale è ferma intorno all'11% di persone inoculate, malgrado il tardivo ripensamento del presidente, tendenzialmente negazionista e contrario a misure di lockdown, Jair Bolsonaro, fino a poco tempo fa scettico anche sui vaccini. Bolsonaro ha ora promesso di completare l'immunizzazione dell'intera popolazione entro la fine dell'anno. Ma intanto il mezzo milione di morti pesa come un macigno e ieri migliaia di persone sono scese in piazza per protestare a Rio de Janeiro, Brasilia e in altre città, gridando slogan come "Bolsonaro, te ne devi andare", con molti cartelli che recavano semplicemente la cifra "500.000".

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