Caso Novara, le associazioni logistiche: «Servono paletti per appalti e subappalti

Genova - La morte del sindacalista Adil Belakhdim, travolto da un camion venerdì davanti al centro di distribuzione della Lidl di Biandrate (Novara) durante una manifestazione, ha risollevato il dramma delle pressioni che parte del settore dei trasporti subisce a causa di un quadro normativo inadeguato

di A. Qua.

Genova - La morte del sindacalista Adil Belakhdim, travolto da un camion venerdì davanti al centro di distribuzione della Lidl di Biandrate (Novara) durante una manifestazione, ha risollevato il dramma delle pressioni che parte del settore dei trasporti subisce a causa di un quadro normativo inadeguato rispetto alla realtà, specie nel meccanismo degli appalti e subappalti nella distribuzione all’ultimo miglio.

Le associazioni di categoria ieri hanno marcato il solco tra le aziende e serie e i fenomeni di caporalato che prosperano tra le pieghe di una normativa incompleta: «Sono 10 anni - dice Guido Nicolini, presidente della Confetra, la confederazione generale dei trasporti - che chiediamo alle istituzioni una strategia per la repressione del malaffare, presentando molte proposte tecniche per rendere più affidabile e certificabile la selezione delle società appaltatrici, su modello delle White List nelle Prefetture, come giù avviene per il settore edile. Abbiamo chiesto norme più severe per perseguire le cooperative spurie, introducendo i vincoli dell’anzianità e delle soglie minime di fatturato, e di rendere più incisivi i controlli, chiedendo strumenti per varare atti e informazioni su potenziali partner. Il nostro contratto - precisa Nicolini - è il secondo più grande in Italia dopo quello del commercio».

Luigi Merlo, presidente della Federlogistica, che ha Amazon tra gli associati, propone «una certificazione obbligatoria di tutte le imprese della filiera, di istituzione di un Albo nazionale delle imprese della logistica con criteri molto selettivi e con conseguente esclusione da ogni attività delle realtà che non hanno i requisiti minimi. Solo una grande alleanza nel mondo della logistica sana con i sindacati è la chiave per isolare chi prospera nella giungla. Lo Stato - aggiunge Merlo - ha consentito per anni la nascita di finte cooperative basate sullo sfruttamento; ha reso possibile lo strangolamento, frutto di un’assurda parcellizzazione, dei piccoli operatori costretti a subire carenze infrastrutturali e mancanza di pianificazione nella distribuzione urbana. Considerando, con la corresponsabilità dell’industria, la logistica come un optional».

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