Agente marittimo morì colpito alla testa da una fune spezzata: il comandante della nave patteggia 10 mesi

L'indagine sull'incidente, avvenuto sul posto di lavoro dell'agente, era stata chiusa un anno fa dal pm Rosario Lioniello, dopo una consulenza tecnica sulla corda spezzata, redatta dall'ingegner Pasquale Frascione

Il porto di Ancona

Ancona - Per la morte ad Ancona dell'agente marittimo Luca Rizzeri, pena patteggiata (sospesa) di dieci mesi di carcere per il comandante della nave portacontainer Bf Philipp.

Il 53enne russo, residente in Ucraina, ha patteggiato per il reato di omicidio colposo. Stamattina l'udienza davanti alla gup Paola Moscaroli. Della nave condotta dall'imputato, assistito dallo studio legale Scaloni, il 10 giugno 2019, si spezzò una delle cime di attracco, nella fase di ormeggio, uccidendo con una frustata alla testa l'agente 33enne, padre di due bambini. Un incidente che sconvolse la città e il porto: il suono delle sirene delle navi lo ricorda nello scalo in occasione di ogni anniversario della tragedia.

L'indagine sull'incidente, avvenuto sul posto di lavoro dell'agente, era stata chiusa un anno fa dal pm Rosario Lioniello, dopo una consulenza tecnica sulla corda spezzata, redatta dall'ingegner Pasquale Frascione: la cima si era spezzata perché completamente usurata, utilizzata da almeno 4-5 anni e quindi non idonea all'ormeggio in banchina. Una corda con gravi ammaloramenti soprattutto nel punto di rottura. Inoltre il comandate sarebbe entrato in porto ad una "velocità non proporzionata alle condizioni di usura dei cavi impiegati per l'attracco alle bitte esistenti".

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