“Dogane, col nuovo sistema informatico una svolta epocale”

Grande attesa nel settore: in arrivo la reingegnerizzazione delle procedure telematiche, dopo 20 anni di Aida

Agenti delle Dogane

Qual è l’impegno di Fedespedi nel settore delle dogane? “Con le Dogane ci stiamo interfacciando sempre di più - afferma Domenico De Crescenzo, vicepresidente di Fedespedi con delega a customs e rapporti con l’Agenzia delle dogane - facendo webinar e eventi in presenza. L’ultimo sull’Aeo è stato un successo. A livello centrale e anche meglio nelle periferie, la Dogana sta cercando di avere un dialogo sempre maggiore con stakeholder e operatori, in maniera costruttiva, perché andiamo incontro a una trasformazione epocale: decolla finalmente il Sudoco, si aspetta solo di dpr; e poi c’è la reingegnerizzazione del sistema informatico a livello comunitario, cambieranno tutti i tracciati, Aida va in pensione dopo 20 anni. Ci sarà anche il cambiamento di molte voci doganali, oltre ai tracciati, cambieranno i format, verrà sempre più dematerializzato il cartaceo”.

Che cosa comporta la reingegnerizzazione del sistema doganale?

“Dovrebbe partire dal primo gennaio, abbiamo chiesto un periodo di transizione fra il vecchio e il nuovo processo, in cui entrambi operino in parallelo per qualche mese. Inevitabilmente ci saranno difficoltà legate al nuovo strumento. Per arrivare all’estate definitivamente col nuovo sistema”.

Che cosa vi aspettate dalla revisione del codice doganale dell’Unione europea?

“Abbiamo purtroppo ancora, in molti settori, una differenza di valutazione e di procedure nei 27 paesi dell’Unione. Con la revisione del nuovo codice si dovrebbero limare queste differenze. Il nuovo codice si adegua alla reingegnerizzazione di cui parlavamo. Il mondo è sempre più telematico, lascia meno decisioni agli individui. Cercare di standardizzare le procedure è una cosa giusta, anche se poi ogni paese ha le sue caratteristiche, in Italia c’è la Guardia di finanza, abbiamo i controlli sanitario, veterinario, fito, che in altri paesi sono concentrati. Questa armonizzazione però dovrebbe servire, almeno lo auspichiamo, a standardizzare tutti i paesi europei. Vedremo che cosa ne uscirà fuori”.

Ci sono anche criticità?

“Dobbiamo vedere l’applicazione prima di dire che ci sono dubbi. Ci auguriamo che semplifichi le operazioni: con i controlli, ma senza le perdite di tempo”.

La figura dell’Aeo (operatore economico autorizzato) per semplificare le procedure degli operatori certificati ha funzionato?

“Fedespedi ha 460 imprese aderenti che sono Aeo, su 1.350 Aeo in Italia. E’ un bello strumento. E’ stato promesso che saranno previste ulteriori agevolazioni che fino a oggi sono poche. Rimane che essere Aeo è un pedigree, le grosse aziende lavorano con te se sei Aeo. E’ un riconoscimento del fatto che hai il bilancio in ordine, che sei pulito senza ombre in azienda. Per questo chiediamo qualche agevolazione in più nel lavoro quotidiano: una verifica più immediata, un’ottimizzazione dei tempi. Ci è stato detto che la Dogana ci sta lavorando. Il mondo vuole velocità e economia di scala. Avere una merce in dogana per una settimana o dieci giorni ti porta essere poco competitivo sul mercato”.

Intervenire sulle procedure doganali potrebbe aiutare anche a alleviare il rallentamento che sta soffrendo la logistica globale?

“Soltanto in piccola parte. Nella realtà stiamo pagando la mancanza di contenitori e l’aumento indiscriminato dei noli, ormai al 600 per cento in più. E’ questo il 99 per cento del problema. Certo, accorciare i tempi di verifica aiuta non poco, soprattutto nel periodo sotto Natale. Ma oggi il vero problema è la mancanza di contenitori e di navi, su cui qualcuno specula sicuramente, e questo sta bloccando il mercato mondiale. Basta vedere che cosa sta succedendo con l’automotive, con i tagli nelle consegne delle auto perché mancano le materie prime. E’ un problema che va risolto, altrimenti il mercato mondiale ne soffre e corriamo il rischio di entrare in una crisi mondiale che in questo periodo di pandemia non ci possiamo consentire assolutamente. Come operatori ci accorgiamo che se dobbiamo fare un nolo è diventata una guerra. E da qui all’estate non c’è la tendenza delle compagnie a abbassare”.

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