Cargo aereo: le tariffe volano, la capacità no

Nonostante una timida ripresa rilevata nel corso del 2021 è ancora presto per sostenere che i momenti difficili sono rimasti alle spalle: la diffusione delle varianti del virus a livello globale fa sì che sia molto difficile stimare quando sarà possibile ritornare ai livelli pre-pandemia

di Elisa Gosti

La capacità di trasporto aereo fatica a tornare ai livelli pre-crisi del 2019 e allo stesso tempo le tariffe per i servizi di trasporto restano molto alte, proprio a causa della forte domanda e della congestione degli aeroporti. Non solo il trasporto marittimo sta pagando le conseguenze della pandemia ma anche quello aereo, che pure sta mostrando alcuni segnali di ripresa, risulta ancora lontano dai livelli raggiunti due anni fa. A presentare la situazione, cifre alla mano, è la società di consulenza specializzata in aviazione Seabury Consulting, adesso parte di Accenture: nelle ultime settimane di novembre la capacità aerea è stata più bassa del 5% rispetto allo stesso periodo del 2019, in crescita del 2% rispetto all’inizio del mese.

 

La situazione appare in lieve miglioramento, se si considera che sei mesi fa si registrava una diminuzione della capacità pari al 9% su base annua e dodici mesi fa il decremento era pari al 20%. Guardando i dati nel dettaglio si possono notare le differenze: osservando la capacità dei soli voli merci, alla fine di novembre l’andamento risulta positivo con un aumento del 17%, controbilanciato tuttavia da una brusca caduta della capacità di trasporto merci nelle stive dei voli dedicati ai passeggeri (-36%). Nonostante la capacità stia lentamente tornando ai livelli precedenti la pandemia di coronavirus e le restrizioni a quest’ultima correlate, le tariffe mantengono livelli elevati, più alti rispetto a due anni fa. La domanda di trasporto aereo rimane infatti forte - nonostante un lieve indebolimento registrato nel mese di novembre - e la congestione a terra e la mancanza di unità di carico contribuiscono alla produzione di arretrati. Anche i dati messi a disposizione da WorldAcd, società specializzata nella fornitura di dati relativi all’air cargo, mostrano come le tariffe globali nell’ultima settimana tra novembre e dicembre abbiano raggiunto i 4,5 dollari per chilogrammo rispetto ai precedenti 4,2 dollari per chilogrammo. L’aumento delle tariffe avviene in modo più rilevante sulla rotta transpacifica; il Bai (Baltic Exchange Airfreight Index) mostra come i prezzi da Hong Kong al Nord America nelle scorse settimane abbiano raggiunto il livello record di 14,3 dollari per chilogrammo, in aumento rispetto ad una settimana prima quando si assestavano sui 12,4 dollari. Per quanto riguarda, invece i prezzi rilevati sempre dal Bai per il trasporto da Hong Kong all’Europa si è registrato un lieve miglioramento passando da quota 8,4 dollari a quota 8,1 dollari per chilogrammo nelle ultime due settimane, una tariffa che rimane pur sempre molto alta rispetto ai livelli storici. Stessa cosa per quanto riguarda la tariffa applicata per il trasporto aereo da Francoforte al Nord America che settimana scorsa registrava una diminuzione scendendo a quota 5,1 dollari per chilogrammo rispetto alla settimana precedente quando era pari a 5,3 dollari per chilogrammo. Il trasporto aereo ha subìto negli ultimi due anni conseguenze rilevanti a causa della diffusione del coronavirus. Il 2020 è ormai da tutti definito l’annus horribilis del trasporto aereo.

Nonostante una timida ripresa rilevata nel corso del 2021 è ancora presto per sostenere che i momenti difficili sono rimasti alle spalle: la diffusione delle varianti del virus a livello globale fa sì che sia molto difficile stimare quando sarà possibile ritornare ai livelli pre-pandemia. A risentire maggiormente della crisi è stato il settore passeggeri ma anche quello del trasporto merci, secondo i dati messi a disposizione da Eurostat, ha subìto nel 2020 una contrazione, solo nell’Unione Europea, pari al 9,7% rispetto al 2019. A subirne maggiormente le conseguenze sono stati i trasporti nazionali ed extra-Ue, con diminuzioni rispettivamente del 14,3% e del 10,9%.

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