Stesso tempo, meno emissioni: Tesco sposta la logistica a bordo dei treni

Nelle settimane delle festività, il nuovo servizio ha consentito la spedizione di centinaia di prodotti diversi, inclusi ortaggi di vario genere, arance e limoni, destinati ai clienti che li potranno acquistare in occasione delle feste di fine e inizio anno.

Tesco, azienda britannica di grande distribuzione con oltre 3.400 punti vendita nel Regno Unito e che controlla il 28% della quota di mercato nel settore, in questi giorni, per le consegne natalizie, ha puntato sul trasporto ferroviario.

L’azienda ha lanciato un nuovo servizio di trasporto refrigerato su rotaia con l’obiettivo di rendere più efficienti le consegne natalizie e allo stesso tempo ridurre le emissioni di anidride carbonica. In questo modo Tesco contribuisce, per la parte che avviene sul territorio del Regno Unito, alla riduzione del trasporto su strada dei prodotti freschi in arrivo dall’Europa.

Nelle settimane delle festività, il nuovo servizio ha consentito la spedizione di centinaia di prodotti diversi, inclusi ortaggi di vario genere, arance e limoni, destinati ai clienti che li potranno acquistare in occasione delle feste di fine e inizio anno. Per quanto riguarda il primo servizio commissionato dall’azienda, Tesco ha dichiarato di aver siglato una partnership con Drs (Direct Rail Services) per la distribuzione di prodotti congelati dal porto di Tilbury, a Est di Londra, a Coatbridge in Scozia, utilizzando treni a bassa emissione di CO2 in partenza due volte al giorno, sette giorni a settimana.

A questo proposito Tesco ha anche precisato che il servizio, che ha una percorrenza di 415 miglia (oltre 667 chilometri) consentirà lo spostamento di almeno 17 mila container dalla strada ogni anno, producendo un risparmio di circa 7,3 milioni di miglia (oltre 11 milioni di chilometri) percorse su strada e quasi 9.000 tonnellate di emissioni di CO2. Grazie a questa operazione Tesco ha l’ambizione di raggiungere il numero di 90 mila container trasportati su rotaia all’anno, aumentando nettamente la quota attuale, pari a 65 mila unità: «Utilizziamo il trasporto ferroviario per movimentare le nostre merci dal 2008 - spiega Jason Tarry, Ceo di Tesco Uk and Ireland -. Questo nuovo servizio riflette il nostro continuo impegno nell’impiego della rotaia, modalità che mostra chiari vantaggi per il nostro business ma anche per i nostri clienti e il nostro pianeta».

A settembre Tesco ha esteso i suoi target green, promettendo l’azzeramento delle emissioni di CO2 generate non solo dall’azienda ma anche dalla sua intera filiera produttiva e distributiva entro il 2050. Tesco, inoltre, si è ufficialmente impegnata nel raggiungimento di un target intermedio per l’azzeramento dell’impronta carbonica riguardante tutto il gruppo entro il 2035, in linea con l’obiettivo condiviso lo scorso anno riservata al solo territorio britannico.

Tesco è una grande catena britannica di negozi di grande distribuzione, leader anche a livello internazionale, che vanta ben 6.800 punti vendita nel mondo. Nel Regno Unito l’azienda è il primo gruppo di distribuzione. Lo shift del trasporto merci dalla strada alla rotaia fortunatamente non è solo una tendenza che appartiene alle grandi aziende del Regno Unito. Anche in Italia alcune grandi società del settore alimentare hanno scelto di compiere un passo verso questa modalità di trasporto, più sicura e più sostenibile. Tra queste troviamo Barilla che ha deciso di utilizzare le linee ferroviarie che collegano gli interporti di Parma e Piacenza con Bari, in Puglia, e Marcianise, in Campania per il trasporto di una parte dei suoi prodotti: circa 110mila tonnellate di pasta, sughi, pesti e prodotti da forno. Il progetto è stato realizzato grazie ad un accordo di collaborazione con Gts e ha permesso una riduzione di circa il 60% le emissioni di CO2 rispetto a quanto sarebbe avvenuto utilizzando il trasporto su gomma per movimentare la merce.

Un’operazione win-win: l’azienda ha contribuito al decongestionamento delle vie terrestri aumentando il livello di sicurezza del trasporto e l’efficienza organizzativa.

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