Strade e porti, pochi addetti: i global carrier festeggiano

Genova - Le interruzioni della catena logistica fanno bene, anzi benissimo alle grandi compagnie di navigazione del settore container. Una componente dei ritardi, inoltre, non è più unicamente determinata dalla cattiva distribuzione di stiva e container prodotta dalle diverse pandemie sul globo, o dalla crisi delle materie prime

di Alberto Quarati

Genova - Le interruzioni della catena logistica fanno bene, anzi benissimo alle grandi compagnie di navigazione del settore container. Una componente dei ritardi, inoltre, non è più unicamente determinata dalla cattiva distribuzione di stiva e container prodotta dalle diverse pandemie sul globo, o dalla crisi delle materie prime. C’è anche il fattore umano, come spiegato già a novembre da Soren Skou, amministratore delegato del gruppo Ap Moeller-Maersk: la mancanza di forza lavoro nei principali porti globali, così come la mancanza di camionisti (causa Covid e mancanza di vocazioni) sulle strade rispetto alla quantità di merce da movimentare, sta alzando ovunque i prezzi del trasporto.

Tanto che giusto ieri Maersk (armatore numero due al mondo, il primo è Msc) ha alzato di un altro miliardo la sua previsione circa la redditività complessiva del 2021, che chiuderà quindi con Ebidta (cioè il margine operativo prima di interessi, tasse, svalutazioni e ammortamenti) di 24 miliardi di dollari. Secondo la società di analisi Drewry, l’utile operativo delle maggiori compagnie di navigazione sfiorerà i 190 miliardi di dollari. Per il Washington Post, gli utili delle compagnie supereranno l’aggregato di Microsoft e Apple. E il 2022, dice Skou, sarà anche meglio.

CARGO FERROVIARIO, IN ITALIA MANCA IL 20% DI PERSONALE

La mancanza di personale si sta facendo sentire anche nel cargo ferroviario italiano: Guido Gazzola, vicepresidente di Conftrasporto e Assoferr, spiega che allo stato attuale manca il 20% di personale per via dei focolai Covid. Ma almeno, è stata vinta un’importante battaglia: Rfi sta procedendo a ritarare i sensori anti-incendio dei freni sull’infrastruttura italiana, dopo che l’Ansfisa, l’agenzia che si occupa della sicurezza di strade e ferrovie italiane, aveva imposto un limite severo alla velocità dei treni merci per evitare incidenti. Una scelta che però ha prodotto giornalmente la cancellazione del 40-45% dei treni cargo circolanti in Italia.

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