“Associazioni, adesso serve un cambio di passo”

L’intervento del presidente di Spediporto

Il presidente di Spediporto Alessandro Pitto

di ALESSANDRO PITTO*

Le notizie degli ultimi giorni ci consegnano e confermano, ove mai ve ne fosse il bisogno, l’immagine della logistica come un settore estremamente dinamico, in grado di attrarre investimenti miliardari indotti dalla straordinaria redditività registrata negli ultimi trimestri, e anche dal desiderio di molti player di costruire grandi gruppi integrati verticalmente che coprano l’intero spettro di servizi logistici, dal trasporto alla distribuzione, dallo shipping all’e-commerce.

I valori finanziari ed economici di queste operazioni fanno venire il capogiro e sono indubbiamente sostenuti dall’attuale straordinaria liquidità che i grandi player, primi fra tutti i carrier oceanici, stanno accumulando in quest’ultimo biennio.

A mero titolo esemplificativo, possiamo citare il recentissimo annuncio dell’acquisizione di Pilot Logistics da parte di Maersk, per 1,6 miliardi di dollari, o la proposta di Msc per l’acquisto di Bolloré Africa Logistics (Bal) per un controvalore di 5,7 miliardi di euro.

Ma la logistica attira anche l’attenzione di investitori esterni al settore: nei giorni scorsi Flexport, lo spedizioniere digitale (qualsiasi cosa questo significhi) della Silicon Valley, ha completato un ulteriore round di finanziamento raccogliendo quasi un miliardo di dollari e portando la propria valutazione all’incredibile cifra di otto miliardi di dollari.

Il futuro ci consegnerà quindi un mondo sempre più piccolo, popolato da pochi giganti della logistica?

Quali sono le prospettive per gli operatori italiani del settore, che sappiamo essere prevalentemente composto da piccole e medie imprese, in questo riflettendo in maniera speculare la composizione del tessuto industriale ed esportatore nazionale?

Quale dovrà essere il ruolo del mondo dell’associazionismo di impresa in un contesto così dinamico?

La sfida che ci si para davanti è certamente quella di guidare ed accompagnare le imprese di logistica italiane, fra le quali si annoverano vere e proprie eccellenze a livello mondiale, in termini di competenze e professionalità, aiutandole a intraprendere un modello di sviluppo che coniughi la crescita dimensionale con il mantenimento di quei tratti di expertise, specializzazione ed altissimo livello di servizio che da sempre le contraddistinguono.

Promuovere reti di impresa, consorzi di acquisto ed ogni altra forma di collaborazione che metta in grado i nostri local heroes di competere su un mercato che sempre più richiede una dimensione minima di impresa.

Dimensione che non deve essere vista come un valore di per sé, ma come un presupposto che consente di effettuare investimenti, offrire percorsi di crescita professionale qualificata ai propri dipendenti, digitalizzare i processi aziendali.

Senza dubbio il mondo associativo e di rappresentanza d’impresa è chiamato ad evolversi nel medesimo segno della crescita e della collaborazione, abbandonando schemi organizzativi e mentali desueti e sviluppando relazioni ed assetti organizzativi che consentano di difendere e rappresentare gli interessi degli associati in modo efficace ed autorevole ancora per gli anni a venire.

*Presidente di Spediporto

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