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Retroporti, ipotesi Zls anche per il Basso Piemonte

Alessandria - La logistica si muove in anticipo, per vincere la gara con la burocrazia. E mentre si costruiscono le ferrovie, si tracciano già le nuove aree di deposito delle merci in 14 Comuni piemontesi

Daniela Terragni
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Alessandria - La logistica si muove in anticipo, per vincere la gara con la burocrazia. E mentre si costruiscono le ferrovie, si tracciano già le nuove aree di deposito delle merci in 14 Comuni piemontesi. «La nostra regione - ha detto il governatore Alberto Cirio - si trova all’intersezione di due grandi futuri assi ferroviari europei, il Genova-Rotterdam e il Corridoio del Mediterraneo, e può contare su un know how straordinario: per questo lo consideriamo un vero e proprio cuore logistico dell’Europa». Proprio la logistica può essere un mattone del rilancio del Nord Ovest: «Vogliamo essere il motore propulsore di questo processo. Una grande rivincita, che porterà sviluppo e posti di lavoro. Vogliamo che questa opportunità coinvolga più territori possibile come retroporto di Genova e per questo abbiamo adottato un metodo estremamente inclusivo». La Regione ha indicato nella proposta da inviare al governo sei siti esistenti nei Comuni di Alessandria, Arquata Scrivia, Castellazzo Bormida, Novi San Bovo, Ovada Belforte e Rivalta Scrivia, oltre agli interporti di rilevanza nazionale operativi a Novara e a Torino.

Accanto a questi, saranno inseriti nella proposta 12 dei 16 Comuni piemontesi che hanno partecipato al bando e che soddisfano i criteri di compatibilità urbanistica. «Sono risultati idonei altri nove Comuni in provincia di Alessandria: Basaluzzo, Borghetto di Borbera, Casale Monferrato, Castelletto Monferrato, Castelnuovo Scrivia, Pozzolo Formigaro, Serravalle Scrivia, Silvano d'Orba e Tortona. Altri due sono in provincia di Asti - lo stesso capouluogo e Villanova d’Asti - e uno in provincia di Cuneo, Mondovì. Ad annunciare il piano, oltre a Cirio, gli assessori regionali alle Infrastrutture Marco Gabusi e alla Semplificazione, Maurizio Marrone, insieme alla amministratrice delegata di Rete Ferroviaria Italiana, Vera Fiorani, e al commissario straordinario di Governo per la Tav Torino Lione e per il Terzo Valico, Calogero Mauceri.

Tra le ipotesi si guarda all’introduzione di una Zona logistica semplificata, appetibile per gli investitori perché offre regimi autorizzativi facilitati e, in prospettiva, eventuali agevolazioni fiscali per le aree con un nesso funzionale con il porto. A breve l’elenco dei siti candidati sarà trasmesso al ministero per il Sud e la Coesione territoriale e al ministero delle Infrastrutture e mobilità sostenibili, che lo presenteranno al governo per l’approvazione: «Ci aspettiamo una risposta per la prossima primavera - ha dichiarato Gabusi - Una tempistica coerente con quella dei lavori sui due corridoi europei: potrebbe così portare ad avere le Zls pronte per quando passeranno le merci sui nuovi collegamenti». La realizzazione di nuove zone logistiche è un’opportunità derivante dall’emendamento al Decreto Genova del 2018, che individua le aree a supporto del porto genovese, per le quali le Regioni possono definire ulteriori siti retroportuali.

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