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Savona-Torino, il futuro del traffico merci al centro di uno studio

Le potenzialità di sviluppo dei traffici merci lungo la direttrice ferroviaria Savona-Torino, ma anche le ipotesi di recupero e potenziamento delle Funivie, saranno al centro di uno studio ad hoc per definire gli scenari e i futuri interventi di potenziamento delle infrastrutture

G. V.
1 minuto di lettura

Savona - Le potenzialità di sviluppo dei traffici merci lungo la direttrice ferroviaria Savona-Torino, ma anche le ipotesi di recupero e potenziamento delle Funivie, saranno al centro di uno studio ad hoc per definire gli scenari e i futuri interventi di potenziamento delle infrastrutture. Lo ha deciso nella sua ultima seduta il Comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale, che ha approvato un protocollo di intesa con Rfi, Regione Liguria e Regione Piemonte proprio per mettere le basi di un piano generale destinato a migliorare i collegamenti. Il protocollo avrà il compito di definire e regolare gli impegni e le attività dei soggetti che lo hanno sottoscritto per realizzare uno studio di trasporto finalizzato a valutare le potenzialità di sviluppo dei traffici merci lungo la direttrice ferroviaria Torino-Savona, con attenzione anche al sistema funiviario e ferroviario asservito ai parchi di Cairo.

L’obiettivo è individuare gli interventi tecnologici e infrastrutturali da attuarsi sulle linee per alleggerire la pressione del traffico merci sulle autostrade, aumentare la quota di carichi che viaggiano su treno e riprendere in mano la questione del sistema funiviario che collega il porto di Savona con i parchi industriali di Cairo. Un progetto, quest’ultimo, su cui stanno pressando ormai da anni i sindacati savonesi e che si è trasformato in emergenza dopo il blocco del servizio a causa dei danni del maltempo del 2019. Il porto di Savona sta soffrendo un assedio che ormai dura da anni. Dopo il crollo del Ponte Morandi, che ha messo in evidenza le criticità del sistema autostradale ligure, i cantieri per riportare a livelli ottimali le infrastrutture stanno creando disagi ormai insopportabili per i trasporti. Oltre alle aziende, che a causa delle code perenni non riescono più a effettuare i viaggi con i ritmi di cinque anni fa, anche terminalisti e industrie sono in sofferenza per il conseguente aumento dei costi.

Per questo motivo Cgil, Cisl e Uil avevano redatto un dossier infrastrutture contenente l’analisi delle maggiori criticità e alcuni possibili soluzioni. Nel frattempo, e nonostante le difficoltà, sta crescendo l’attenzione per il porto di Vado. L’Autorità di sistema portuale ha stanziato nei mesi scorsi venti milioni di euro per realizzare i collegamenti viari di servizio allo scalo e in particolare alla nuova piattaforma di Apm Terminals.

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