Drewry: "Il surplus di container è di sei milioni di teu"

Con l'impennata del trasporto di container tra 2020 e 2021, i vettori di tutto il mondo si sono dati da fare per trovare abbastanza box per ospitare le spedizioni, mentre i produttori di container hanno aumentato la produzione a livelli da primato

di A. Qua.

Londra - Con l'impennata del trasporto di container tra 2020 e 2021, i vettori di tutto il mondo si sono dati da fare per trovare abbastanza box per ospitare le spedizioni, mentre i produttori di container hanno aumentato la produzione a livelli da primato. Una nuova analisi di mercato del servizio di ricerca e consulenza Drewry indica così un'eccedenza di container nel breve termine, posizione supportata da molti porti che lamentano come i loro spazi vengano utilizzati come deposito temporaneo. Secondo il rapporto "Container Census & Leasing Annual Review & Forecast 2022/23" pubblicato di recente da Drewry, l'insieme globale di container marittimi è aumentato del 13% a quasi 50 milioni di teu nel 2021. Si tratta del triplo della tendenza di crescita rispetto agli anni precedenti, fenomeno che si aggiunge al fatto che in questo periodo noleggiatori e armatori stanno ritirando meno unità obsolete dal mercato, in un ulteriore sforzo per garantire capacità.

Eppure, nonostante l'aumento dell'offerta, le compagnie hanno continuato a incontrare colli di bottiglia lungo tutta la catena di approvvigionamento: i container impiegano ancora tempo per tornare alle navi e ai centri di produzione. Drewry nel suo nuovo rapporto ha stimato che la congestione nella catena logistica globale si traduce in una riduzione dal 15 al 20% della produttività dei container rispetto ai tempi pre-pandemici. La Cina, che è il più grande produttore di container, ha riferito nel quarto trimestre del 2020 di aver aumentato la produzione di container a 300 mila teu al mese. I produttori di container cinesi avevano esteso il loro normale orario di lavoro da otto a 11 ore al giorno. Di conseguenza, Drewry ora stima che nel pool globale di attrezzature esistano fino a sei milioni di teu in eccedenza.

Sebbene si tratti di numeri alti, specie se riferiti ai parametri storici, da Drewry ritengono che questo surplus sia gestibile per il settore a lungo termine. Tuttavia nel breve i maggiori porti internazionali continuano ad avere i piazzali pieni di container. Nel frattempo, segnalano da Drewry, la produzione di container nel 2022 e nel 2023 sarà molto inferiore rispetto al 2021, a 3,9 milioni di teu quest'anno e 2,4 milioni di teu l'anno prossimo, con la maggior parte degli ordini che in sostanza saranno sostituzioni di unità più vecchie. Benché sia previsto un calo dei prezzi delle nuove costruzioni e dell'usato, all'orizzonte non c'è un ritorno ai prezzi molto bassi del 2019, perché i produttori gestiranno la loro capacità e le strategie di prezzo con molta attenzione. Nel frattempo, il mercato secondario rimane solido e gli usi a cui possono essere utilizzati i container prima destinati ai commerci continuano ad espandersi: "Guardando al futuro, i vettori marittimi saranno i principali acquirenti di container nei prossimi due anni e i locatori riprenderanno il controllo, aumentando la loro quota del pool al 54% entro il 2026 - affermato John Fossey, capo della ricerca sul settore dei contenitori di Drewry. "Inoltre, le rate giornaliere e i rendimenti degli investimenti saranno generalmente più elevati nel periodo di previsione rispetto agli ultimi cinque anni".

Da Drewry evidenziano anche l'imminente aumento delle consegne di navi portacontainer nei prossimi anni, alla luce del ritmo record dei nuovi contratti: "Il programma di consegna delle nuove navi è molto solido, con la capacità degli slot che dovrebbe aumentare di 3,6 milioni di teu nel 2023 e di oltre 3,9 milioni di teu nel 2024", afferma Fossey. Aiutando così anche ad assorbire l'attuale capacità in eccesso. Ma da Drewry sottolineano anche l'importanza delle nuove normative sulle emissioni dell'Organizzazione marittima internazionale (Imo) che entreranno in vigore nel gennaio 2023, e che potrebbero comportare una riduzione della velocità delle navi per soddisfare i requisiti. Infine, dopo essere stati colti di sorpresa nel 2020 e nel 2021, Drewry prevede che alcuni vettori probabilmente amplieranno le scorte di riserva nei loro pool di container, nel tentativo di non ripetere le carenze che hanno subìto in questi anni.

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