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La Gioia Tauro-Bologna diventa corridoio veloce

Il cammino a supporto della crescita del porto di Gioia Tauro taglia un altro strategico traguardo. Il presidente dell’Autorità di sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, Andrea Agostinelli, esprime grande soddisfazione

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Gioia Tauro - Il cammino a supporto della crescita del porto di Gioia Tauro taglia un altro strategico traguardo. Il presidente dell’Autorità di sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, Andrea Agostinelli, esprime grande soddisfazione per l’attenzione che l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, guidata da Marcello Minenna, ha riservato allo scalo calabrese, attraverso la realizzazione del cosiddetto corridoio veloce. Si tratta di una nuova infrastruttura digitale, realizzata lungo la tratta ferroviaria di 1.000 chilometri tra lo scalo portuale di Gioia Tauro e l’interporto di Bologna, che rafforza ulteriormente la posizione di riferimento del porto calabrese a livello italiano e nel Mediterraneo, in quanto permette alla merce di arrivare a destinazione in modo rapido e controllato.

Con il fast corridor si avrà la possibilità di trasferire la merce di origine extra Unione europea, in entrata in Italia attraverso il porto di Gioia Tauro, direttamente nello snodo intermodale di Bologna dove saranno effettuare le pratiche di sdoganamento. Saranno così evitati eventuali ritardi causati da colli di bottiglia generati dalla congestione delle banchine portuali delle procedure doganali. Quello di Gioia Tauro è un accordo particolarmente rilevante, perché è il primo fast corridor che interessa un porto del Mezzogiorno ed è il più lungo finora mai attivato. Ad oggi, sul territorio nazionale sono attivi 22 fast corridor, 15 ferroviari e sette su strada, coprono una rete di oltre 5.000 chilometri e movimentano circa 20 mila container all' anno.

Tutti nelle regioni del Nord, coinvolgono i porti di Genova, La Spezia e Ravenna con i terminal interni di Rivalta Scrivia, Melzo, Padova, Rubiera, Marzaglia e Bologna. Ora si aggiunge lo scalo portuale calabrese. In linea con i parametri europei, lo scalo ferroviario di Gioia Tauro è stato realizzato dall’Autorità di sistema portuale, che lo ha progettato, costruito e collaudato. Si tratta di un’opera pubblica considerata strategica, realizzata in quattro anni, con una spesa per la parte pubblica di poco più di 19 milioni di euro su 20 preventivati, che offre un'attività da sempre mancante nel porto calabrese. Occupa una superficie di 325 mila metri quadrati, con una lunghezza complessiva dei nuovi binari pari a 3.825 metri e aste da 825 metri ciascuna, che consentono di fare partire convogli di lunghezza pari a 750 metri.

Oggi, collegato agli hub intermodali di Nola, Bari, Bologna e Padova gestisce, tra arrivi e partenze, nove coppie di treni al giorno. Con lo sguardo ai dati statistici, nel primo semestre del 2022 sono stati registrati 423 convogli, con una stima previsionale di 900 treni a fine anno. Si tratta di un risultato importante che determinerà, tramite avviso pubblico, l’individuazione del gestore unico di manovra. Come da cronoprogramma, nel 2023 il numero di treni in arrivo e in partenza nello scalo di Gioia Tauro avrà un ulteriore aumento, che amplificherà il ruolo dello scalo calabrese da piattaforma di transhipment ad hub intermodale, in linea con le politiche perseguite dal Governo nella promozione del trasporto delle merci con modalità più sostenibili.

A opera dell’Agenzia delle Dogane, che a Gioia Tauro è guidata da Giorgio Pugliese, l’attuale operazione è frutto, anche, di una strategica sinergia che ha visto coinvolti la società Medlog Italia, gestore del viaggio e di proprietà del gruppo Msc di Gianluigi Aponte. Dal gateway ferroviario parte la tratta ferroviaria che termina presso il nodo logistico di destinazione della società Terminali Italia, del gruppo Ferrovie dello Stato, che a Gioia Tauro è altresì coinvolta nello sviluppo del collegamento tra il nodo ferroviario interno al porto e la stazione nazionale di Rosarno.

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