Porti italiani, controlli a un passeggero su due

Genova - Il comando generale delle Capitanerie di porto ha diramato l’allerta due, innalzando il livello di sicurezza negli scali italiani in funzione anti terrorismo. A decidere di stringere ulteriormente i controlli sui passeggeri di traghetti e crociere, è stato il governo preoccupato per la minaccia del terrorismo

di Simone Gallotti

Genova - Il comando generale delle Capitanerie di porto ha diramato l’allerta due, innalzando il livello di sicurezza negli scali italiani in funzione anti terrorismo. A decidere di stringere ulteriormente i controlli sui passeggeri di traghetti e crociere, è stato il governo preoccupato per la minaccia del terrorismo e così ieri sera è scattata la comunicazione in tutti i porti italiani. I controlli sui passeggeri e sulle vetture dovranno aumentare, essere più approfonditi rispetto a quelli che già oggi impegnano le guardie private della security portuale.

Ma le nuove disposizioni rischiano di mandare in tilt i porti italiani: oggi a Genova ad esempio, con il livello 1 di sicurezza, viene controllato poco meno del 25% dei passeggeri dei traghetti. I documenti di identità vengono chiesti a tutti, ma l’apertura del bagaglio o un check approfondito anche delle vetture, viene effettuato ad una persona su quattro. Con l’allerta 2 i controlli il protocollo prevede che dovranno arrivare fino alla metà dei passeggeri in transito. Il doppio di quelli effettuati sino ad ora. Dopo la comunicazione di ieri, la Capitaneria e i terminal interessati metteranno già oggi in moto la macchina prevista dai protocolli di sicurezza. Le disposizioni non riguardano la merce, ma solo i passeggeri delle navi da crociera e quelli dei traghetti e i costi saranno a carico del terminalista. Così a Genova ad esempio, Stazioni Marittime dovrà prepararsi a richiamare più personale per raddoppiare i controlli, altrimenti nel pieno della stagione estiva il terminal traghetti rischia il collasso: a preoccupare è la viabilità che oggi è tenuta sotto controllo, ma che ad esempio a Genova nei giorni di partenza di più navi, rischia di bloccare pezzi interi di città.

La pressione si alzerà anche negli altri porti: persino chi sbarca dalle navi da crociera a Portofino, ad esempio, dovrà essere controllato. Gli scali più piccoli, quelli che soprattutto d’estate si riempiono di passeggeri pronti per il viaggio verso le isole, sono i più a rischio: dovranno affrontare nuovi costi e una struttura più grande che garantisca più controlli contemporaneamente per evitare code chilometriche agli imbarchi. Anche a Bari, uno dei principali scali italiani dei passeggeri, si stanno preparando all’innalzamento dell’allerta. Il traffico verso Grecia e Albania rende il porto pugliese un punto sensibile e l’Authority si sta preparando ad affrontare l’emergenza. Aumenteranno le guardie private e lo stesso faranno anche gli altri porti italiani, costretti a richiamare in servizio gli agenti della security. A Genova, nell’estate che segna il ritorno dei passeggeri dei traghetti dopo la crisi, transitano 5 mila vetture al giorno. Controllarne anche solo la metà, rischia di provocare la paralisi dello scalo. In Inghilterra non più tardi di due settimane fa, i controlli anti terrorismo avevano causato attese di 14 ore nel porto di Dover. Il problema era diventato di ordine pubblico. In Italia lo scopriremo tra qualche ora.

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