Porti Ue, i sindacati contro gli acquisti cinesi

Bruxelles - Si accende il dibattito sulla proposta di direttiva europea sugli investimenti stranieri nei porti. Mentre il mondo sindacale chiede maggiore protezionismo, secondo gli enti che gestiscono i porti dell’Unione chiedono di favorire gli investimenti dall’estero

di Alberto Ghiara

Bruxelles - Si accende il dibattito sulla proposta di direttiva europea sugli investimenti stranieri nei porti. Mentre il mondo sindacale chiede maggiore protezionismo, secondo gli enti che gestiscono i porti dell’Unione chiedono di favorire gli investimenti dall’estero.

L’Idc, federazione internazionale di sindacati dei lavoratori portuali, si è incontrata con la Commissione europea chiedendo che siano inserite alcune misure protezionistiche, come il limite del 49 per cento di capitalizzazione massima di un’impresa straniera in una società portuale dell’Unione europea e l’obbligo di firmare i contratti collettivi di lavoro locali. In gennaio era stata Espo, l’organizzazione delle Autorità portuali dell’Unione europea, a esprimersi sul progetto di direttiva. Espo, al contrario di Idc, ha chiesto alla Commissione europea di mantenere aperta la possibilità delle imprese straniere di investire nei porti dell’Unione.

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