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Caso Psa-Sech, Gulli (Uil): «Authority troppo debole»

Genova - Troppo potere in mano a pochi soggetti. In mezzo, la debolezza di un’Authority che «per sua ammissione non riesce a confrontarsi con i colossi del settore». Il sindacato sta assistendo «con preoccupazione» al dibattito sul futuro assetto delle banchine.

mezzobusto

Genova - Troppo potere in mano a pochi soggetti. In mezzo, la debolezza di un’Authority che «per sua ammissione non riesce a confrontarsi con i colossi del settore». Il sindacato sta assistendo «con preoccupazione» al dibattito sul futuro assetto delle banchine genovesi: «E’ evidente il nuovo approccio che si vuole dare alla filiera logistica – dice Roberto Gulli, segretario ligure della Uiltrasporti – Ma concentrarne il controllo in mano di pochi non è un bene, perché così si crea una posizione di sostanziale monopolio e una pericolosa gestione politica dell’infrastruttura. Quello che sta accadendo a Genova, con la fusione Psa-Sech e l’opposizione di Msc, è emblematico. E l’appello del presidente Paolo Signorini al ministero è dei Trasporti motivo di allarme, perché palesa la debolezza della prima Autorità portuale italiana nei confronti dei colossi dello shipping. Non è un bel segnale, quello che l’Authority sta dando».
Ma quello dell’interlocuzione con armatori e terminalisti non è l’unico motivo di frizione, fra sindacato e Palazzo San Giorgio. «La gestione della sicurezza dei lavoratori, portuali ma non solo, in caso di allerta rossa è un’emergenza che non può essere sottovalutata. Il sindacato chiede da tempo l’istituzione di una cabina di regìa per determinare l’eventuale sospensione delle operazioni durante il picco di gravità dell’allerta meteo. Nulla di sconvolgente, solo la banale richiesta di lavorare in sicurezza. Nessuno ha accolto le nostre richieste. Cosa succederà adesso? Continueremo a scioperare in caso di allerta rossa: l’incolumità dei lavoratori sarà sempre la nostra principale priorità».

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