Genova, trattativa in porto per aprire i varchi alle 4.30

Genova - L’Autorità di sistema portuale di Genova-Savona coordinerà un tavolo-Emergenze sulle infrastrutture che conducono agli scali liguri.

di Alberto Quarati

Genova - L’Autorità di sistema portuale di Genova-Savona coordinerà un tavolo-Emergenze sulle infrastrutture che conducono agli scali liguri. Così è stato deciso ieri nell’incontro in Regione Liguria tra istituzioni e operatori. Quattro le linee elaborate dall’Adsp, come in parte anticipato nei giorni scorsi dal presidente Paolo Emilio Signorini. Sul primo fronte, Signorini persegue l’idea di creare un sistema informativo (esempio, un portale Internet) che aggiorni in tempo reale sulla situazione delle emergenze autostradali. Ma il clou è il secondo fronte: abbandonata l’ipotesi dell’apertura notturna dei terminal, il punto di mediazione potrebbe cadere sull’apertura anticipata al mattino, per le 5 o le 4.30, permettendo così alla merce di sfruttare le autostrade quando il traffico è minore.

È il tema operativo più caldo, sul quale il direttore generale degli spedizionieri genovesi, Giampaolo Botta, ha dato l’ok a definirne le modalità operative, premettendo però che «tutti devono fare la loro parte: alle amministrazioni deputate ai controlli pari impegno e sacrificio per garantire continuità operativa». «Questo sistema - ragiona Signorini - certamente porterà maggiori costi per terminalisti, merce, autotrasportatori, portuali. Credo che su questo punto si dovrà poi aprire anche una valutazione sulle compensazioni». Il numero del porto non cita mai i concessionari autostradali, «ma la situazione è sotto gli occhi di tutti». L’Adsp siglerà poi un accordo con il Comune di Genova per dare accesso alla polizia municipale in porto, e coordinarsi con la Capitaneria per armonizzare il traffico. Quarto punto, lo studio con Fs delle tracce a oggi virtualmente ancora disponibili per spostare una parte del traffico su treno. «L’obiettivo - spiega il governatore ligure Giovanni Toti - è fronteggiare le difficoltà logistiche dalla città di Genova e di tutta la regione, tenendo presenti i gravi riflessi economici che la situazione sta già creando». —

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