Cocaina, la metà degli sbarchi in Europa avviene nei porti del Belgio

Solo venerdì scorso, in un porto del Suriname, il Pcc ha scoperto 855 chili di cocaina nel controsoffitto di un container diretto proprio a Zeebrugge

Un carico di cocaina

Anversa - «I porti belgi "importano" la metà della cocaina diretta in Europa». Lo scrive il quotidiano belga Le Soir basandosi sui dati relativi ai sequestri effettuati dal Programma di controllo dei container (Pcc). Il programma istituito dalle Nazioni Unite e dall'Organizzazione mondiale delle dogane è presente in quindici Paesi del Sud America e nel 2019 ha sequestrato 77 tonnellate di cocaina, il 50% in più dei sequestri rispetto all'anno precedente. Le Soir ha intervistato il responsabile belga del Pcc, Bob Van den Berghe che ha spiegato che di queste 77 tonnellate, 63 erano destinate all'Europa e circa la metà, 31, sarebbero dovute sbarcare nei porti belgi di Zeebrugge e, soprattutto, di Anversa.

Solo venerdì scorso, in un porto del Suriname, il Pcc ha scoperto 855 chili di cocaina nel controsoffitto di un container diretto proprio a Zeebrugge. Sul mercato al dettaglio, le 63 tonnellate intercettate nel 2019 dalle unità del Pcc prima di raggiungere l'Europa valevano almeno 3,5 miliardi di dollari. Il Pcc non è presente in tutti i porti dell'America centrale e meridionale. Pertanto la quantità totale di prodotti sequestrati destinati al Belgio potrebbe essere ancora maggiore. Nel 2018 - in base ai dati delle autorità di polizia e doganali - 50 tonnellate di cocaina sequestrate in tutto il mondo erano destinate ad Anversa. Ma la cifra del 2019 promette di essere più alta, conclude Le Soir.

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