E' morto l'avvocato Giuliano Gallanti

Per due mandati presidente dell'Autorità portuale di Genova, è stato a lungo rappresentante del Pci

L'avvocato Giuliano Gallanti

Genova - E' morto a Genova l'avvocato Giuliano Gallanti, per due mandati presidente dell'Autorità portuale di Genova, dell'Associazione europea delle Autorità portuali (Espo) e del porto di Livorno. Aveva ottant'anni.

L'intervento di Gallanti pubblicato sul Secolo XIX il 26/09/2017
È successo qualche giorno fa un fatto che merita qualche approfondimento e possibilmente una discussione non rituale. In effetti l’episodio è passato sotto silenzio da parte di quei soggetti, come i terminalisti che, secondo logica, avrebbero dovuto esprimersi. Si tratta di questo: i rappresentanti massimi della Regione, del Comune di Genova e dell’Autorità portuale, con la presenza di un importante terminalista del porto, si sono recati a Ginevra per incontrare Gianluigi Aponte e i suoi dirigenti. Aponte, come noto, è uno dei più importanti attori dello shipping internazionale (se non addirittura il numero uno). I suoi gruppi operano in tutti i settori dello shipping: contenitori, passeggeri e in misura sempre crescente banchine e terminal . Infatti il gruppo Aponte già da tempo è socio del terminal a calata Bettolo e sta per concludere un importante accordo per acquisire una quota di rilevo nella proprietà del terminal Messina. A Livorno partecipa al terminal Lorenzini (containers) e recentemente ha fatto parte della cordata che si è aggiudicato la gestione di Porto 2000 (crociere e traghetti). Orbene in relazione alle autorevoli presenze a Ginevra si può osservare quanto segue:

a) sembra ragionevole il viaggio a Ginevra da parte del presidente dell’Autorità portuale, trattandosi di in occasione per discutere del ricordato ruolo del gruppo Aponte sull’organizzazione dei terminal nel porto, quindi si trattava presumo di questioni strettamente portuali. Da questo punto di vista sono favorevole ad iniziative di questo tipo che sono caratteristiche dei sistemi portuali nordici. Il punto è che nei sistemi portuali nordici le Autorità portuali sono delle società per azioni e si muovono secondo criteri commerciali mentre le Autorità portuali italiane sono degli enti pubblici e il presidente è deputato essenzialmente alla tutela del demanio e alla fissazione di regole per il funzionamento delle attività portuali. A mio giudizio ciò non toglie valore all’iniziativa del presidente del porto e mi auguro che sia l’inizio di un nuovo modo di agire dell’Autorità portuale. Per quanto riguarda la presenza del sindaco è possibile che egli volesse discutere circa le ricadute dell’attività del gruppo sulla città, sotto il profilo lavorativo e dei problemi ecologici.
b) Quello che riesce davvero poco comprensibile è la partecipazione all’incontro del presidente della Regione Liguria. Quale è stato l’oggetto del confronto, Aponte ha presentato nuove prospettive per il futuro, sono stati presi accordi per il futuro assetto del porto? Si è discusso di questioni internazionali e/o di conquiste di nuovi mercati? Di tutto questo sarebbe bene si discutesse pubblicamente, anzitutto nelle sedi naturali per questo tipo di discussioni: Consiglio Regionale e Consiglio Comunale. Ma l’iniziativa “de quo”, al di là dei suoi aspetti discutibile rispetto delle forme istituzionali, come è già stato osservato da più parti, solleva alcuni dubbi di fondo. Due grandi fenomeni stanno attraversando la portualità europea, mettendo in gioco il ruolo delle autorità portuali. In primo luogo la vera e propria aggressione ai terminal portuali da parte delle grandi compagnie portuali, che è pur vero che portino lavoro ma creano, a mio giudizio, alcuni problemi per le autorità portuali; secondariamente il continuo aumento delle dimensioni delle navi portacontainer le così dette mega-ships che creano situazioni di difficoltà a molti porti (soprattutto nel Mediterraneo). Ecco: forse sarebbe bene avere una discussione su questi delicati temi; discussione alla quale questa volta sì,sarebbe utile partecipassero sia il sindaco che il presidente della regione Liguria. Spero di sbagliare, ma non sono il solo a pensare che nel futuro le Autorità portuali saranno schiacciate tra grandi navi e terminal portuali gestiti da armatori.

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