Funivie Spa, nessuna certezza dal vertice romano: 87 posti di lavoro a rischio

Nel vertice sono arrivate da un lato garanzie dal ministero sulla volontà di mantenere l'infrastruttura; dall'altro però rimangono l'incertezza sui tempi di riapertura e sul sostegno al reddito per i lavoratori

Il porto di Savona e le funivie

Roma - Termina con una "fumata grigia" l'incontro al ministero dei Trasporti sulla vertenza della savonese Funivie Spa, azienda che si occupa soprattutto del trasporto di rinfuse mediante due linee funiviarie che collegano il porto di Savona all'entroterra. Al centro del vertice di Roma, a cui hanno partecipato azienda, sindacati e gli assessori regionali Gianni Berrino e Andrea Benveduti, il futuro dell'intera filiera delle rinfuse. L'incontro, programmato per verificare lo stato dei lavori di riparazione delle linee (danneggiate dal maltempo dello scorso novembre) e la copertura della cassa integrazione dei lavoratori, è stato preceduto nelle scorse ore dalla notizia di una lettera inviata da Funivie al Mit nella quale si paventava l'ipotesi di rinunciare alla concessione dell'infrastruttura, in scadenza nel 2032.

Nel vertice sono arrivate da un lato garanzie dal ministero sulla volontà di mantenere l'infrastruttura; dall'altro però rimangono l'incertezza sui tempi di riapertura e sul sostegno al reddito per i lavoratori. La volontà dell'azienda di rinunciare alla concessione complica uno scenario che era già difficile per via di un blocco dei finanziamenti ministeriali (20 mln di euro fino al 2022) per via della mancata copertura di alcuni parchi carbone. I danni subiti dalle funivie a novembre rischiano di rendere definitivamente antieconomico per l'azienda proseguire nei lavori di ammodernamento dell'impianto, dato che per completare gli interventi di ripristino dei piloni danneggiati, secondo quanto indicato nell'incontro di oggi, servirebbero ancora oltre 12 mesi. A rischio ci sono 87 famiglie.

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