Torna lo spettro dei dazi, l'Italia rischia una maxi-stangata

Il 13 gennaio è il termine fissato dal Federal Register nell'ambito della disputa nel settore aereonautico che coinvolge l'americana Boeing e l'europea Airbus

Il commercio internazionale di nuovo in attesa dell'esito della guerra dei dazi

New York - I prodotti base della dieta mediterranea come la pasta, l'olio e il vino potrebbero essere colpiti da nuovi dazi degli Stati Uniti per un valore complessivo di 3 miliardi. Il prossimo 13 gennaio si conclude, infatti, la procedura di consultazione avviata dal Dipartimento del Commercio americano (Ustr) sulla nuova lista allargata dei prodotti europei nel mirino, una nuova scure dopo la black-list già entrata in vigore il 18 novembre scorso. "Non un minuto da perdere e un'azione forte dell'Europa", sollecita la ministra della politiche agricole Teresa Bellanova in una lettera al commissario europeo per l'Agricoltura, Phil Hogan, che sarà martedì a Washington.

Il 13 gennaio è il termine fissato dal Federal Register nell'ambito della disputa nel settore aereonautico che coinvolge l'americana Boeing e l'europea Airbus dopo che il Wto, l'Organizzazione mondiale del commercio, ha autorizzato gli Usa ad applicare un limite massimo di 7,5 miliardi di dollari delle sanzioni alla Ue. "Per l'Italia al danno si aggiunge la beffa poiché il nostro Paese si ritrova ad essere punito dai dazi Usa nonostante la disputa tra Boeing e Airbus, causa scatenante della guerra commerciale, sia essenzialmente un progetto francotedesco al quale si sono aggiunti Spagna ed Gran Bretagna, osserva il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini. "Con la nuova black list - sottolinea l'associazione - Trump minaccia di aumentare i dazi fino al 100% in valore e di estenderli a prodotti simbolo del Made in Italy. La nuova lista ora interessa i due terzi del valore del nostro export in Usa che è risultato pari al 4,5 miliardi in crescita del 13% nei primi nove mesi del 2019. I nuovi dazi arriverebbero a quasi tre mesi dall'entrata in vigore dei dazi aggiuntivi del 25% che hanno colpito per un valore di mezzo miliardo di euro prodotti simbolo italiani come Parmigiano Reggiano e Grana Padano, salumi, agrumi e alcuni liquori come amari e limoncello".
Il vino - precisa Coldiretti - con un valore delle esportazioni di quasi 1,5 miliardi di euro in aumento del 5% nel 2019 è il prodotto agroalimentare italiano più venduto negli Usa, mentre le esportazioni di olio di oliva sono state pari a 436 milioni anch'esse in aumento del 5% nel 2019. "Ma a rischio è anche la pasta con 305 milioni di valore delle esportazioni con un aumento record del 19% nel 2019". "In questo scenario di estrema incertezza l'Unione italiana vini (Uiv) ha agito da subito presso le istituzioni nazionali ed europee sollecitando un dialogo attivo con i nostri partner americani, per scongiurare un danno enorme e ingiustificato nei confronti del mondo del vino italiano", ha detto il presidente Ernesto Abbona.

"Credo dobbiamo trovare il modo per garantire i nostri produttori, le eccellenze vinicole, in modo che non vengono applicati i dazi alla nostra produzione, stiamo lavorando in questo senso", ha spiegato nei giorni scorsi il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli. La ministra Bellanova nella lettera a Hogan invita a "costituire immediatamente un fondo ad hoc, senza intaccare le risorse Pac, per affrontare questa e altre crisi commerciali e soprattutto, nell'immediato, a sostenere le aziende dell'agroalimentare italiano ed europeo colpite ingiustificatamente dai dazi". Nei giorni scorsi un appello al commissario Ue è arrivato anche da Confagricoltura.

©RIPRODUZIONE RISERVATA