Rossi: "Impossibile applicare la spending review ai porti"

"Ci sono Autorità di sistema portuale che vedrebbero dimezzata la loro capacità di spesa - sottolinea Rossi - anche sui servizi essenziali, quindi non c'è dubbio che la norma deve essere letta con molta attenzione"

Il porto di Genova

Roma - «Assoporti ritiene che la normativa sulla spending review non sia applicabile alle Autorità di sistema portuale. Ma anche ammesso che lo fosse, deve essere interpretata in modo corretto, altrimenti per alcune autorità potrebbe portare veramente alla paralisi dello scalo». Daniele Rossi, presidente di Assoporti e dell'Autorità portuale di Ravenna, al termine della riunione della conferenza dei presidenti dei porti con il ministro dei Trasporti Paola De Micheli («intensa e proficua»), rilancia sul tema della spending review prevista nell'ultima legge di bilancio, secondo cui le autorithy non potranno affrontare spese per acquisto di beni e servizi per un importo superiore alla media di quanto speso nel triennio 2016, 2017 e 2018. Il tema non poteva avere risposte da quel tavolo, ma ha raccolto comunque il grido arrivato da tutti i presidenti.
«Ci sono Autorità di sistema portuale che vedrebbero dimezzata la loro capacità di spesa - sottolinea Rossi - anche sui servizi essenziali, quindi non c'è dubbio che la norma deve essere letta con molta attenzione. Bisogna capire se si applica alle autorità portuali, e noi riteniamo di no, e quali sono le spese che ricomprende: dubito che possano esserlo anche alcuni servizi essenziali» dice. Un esempio? «Teoricamente potrebbero rientrare nei tagli le spese per la sicurezza. Ma non è possibile che sia così».

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