Porti e regime fiscale, Conftrasporto si appella all'Ue

Con questa lettera, commenta il vicepresidente di Conftrasporto Paolo Uggè, il settore «ha fatto la sua parte»

Margrethe Vestager

Genova - Conftrasporto si rivolge direttamente all'Unione europea per mantenere l'attuale regime fiscale sui canone di concessione dei porti italiani. «Non è concepibile - si legge in una lettera inviata a Bruxelles - equiparare i canoni di concessione riscossi dalle Autorità di Sistema Portuale alle rendite da affitto di comuni terreni». Secondo Conftrasporto «gli interessi perseguiti non sono certo la rendita economica, ma la crescita delle attività dei porti nell'interesse collettivo, in attuazione delle priorità della politica nazionale del settore».
Con questa lettera, commenta il vicepresidente di Conftrasporto Paolo Uggè, il settore «ha fatto la sua parte». «Ora - conclude - è necessario che il Governo nazionale faccia con determinazione la propria, chiarendo rapidamente, nell'interlocuzione con la Commissione Europea, l'assetto regolatorio con cui gli operatori dovranno confrontarsi».

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