Caso Bana, la procura genovese chiede l'autorizzazione a procedere

Il mercantile è fermo nel porto di Genova da lunedì, per verifiche tecniche. I pm avevano aperto una inchiesta per traffico internazionale di armi, indagato il comandante e sequestrato parte del cargo

La nave Bana ferma in porto a Genova

Genova - La procura di Genova ha chiesto l'autorizzazione a procedere al ministero della Giustizia, Alfonso Bonafede, per la vicenda della Bana, il cargo libanese sospettato di avere trasportato cingolati e armi dalla Turchia in Libia. Nelle prossime ore, la Digos e la Polmare sentiranno di nuovo il marittimo che per primo ha segnalato alle autorità italiane i traffici della nave. I pubblici ministeri Marco Zocco e Maria Chiara Paolucci, insieme agli aggiunti Francesco Pinto e Paolo D'Ovidio, avevano chiesto nei giorni scorsi una perizia sulla scatola nera del Bana ma anche sui telefonini dei membri dell'equipaggio e su tutta la strumentazione elettronica trovata a bordo per ricostruire la rotta esatta dell' imbarcazione.

Il mercantile è fermo nel porto di Genova da lunedì, per verifiche tecniche. I pm avevano aperto una inchiesta per traffico internazionale di armi, indagato il comandante e sequestrato parte del cargo. La nave, scortata da due fregate turche, era stata avvistata dalla marina militare francese lo scorso 30 gennaio. Lo stesso presidente Macron aveva accusato Erdogan di non rispettare i patti sulla Libia.

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