Venezia, il mondo del lavoro contro l'ideologia del "no"

Venezia - Tutti insieme, per la salvezza e il rilancio di Venezia e del suo porto: è chiaro e forte il messaggio lanciato questa mattina dall'evento-manifestazione "E se rovesciamo Venezia?", tenutosi alla Stazione marittima

Venezia - Tutti insieme, per la salvezza e il rilancio di Venezia e del suo porto: è chiaro e forte il messaggio lanciato questa mattina dall'evento-manifestazione "E se rovesciamo Venezia?", tenutosi alla Stazione marittima, su iniziativa degli agenti marittimi veneziani, alla quale hanno aderito tutto il mondo imprenditoriale e sindacale lagunare ed il cluster marittimo portuale nazionale, e a cui ha partecipato, per testimoniare il sostegno della città, anche il sindaco Luigi Brugnaro, accompagnato dal capo di gabinetto del Comune, Morris Ceron, e dall'assessore allo Sviluppo economico del territorio, Simone Venturini. Una giornata che è iniziata con una manifestazione a cui hanno preso parte centinaia di lavoratori portuali, è proseguita col convegno "E se rovesciamo Venezia?", e si è conclusa con la firma, da parte dei rappresentanti delle forze politiche, sociali ed economiche presenti, di un manifesto, intitolato "Il Porto è vita. Venezia è viva". « Venezia - si legge tra l'altro nel documento - è patrimonio del mondo, ma specialmente di chi ci vive e lavora, ed è stata da sempre un porto. Il suo sviluppo non può più essere condizionato dalla lentezza delle decisioni che dovrebbero arrivare dall'alto, dal falso ambientalismo o da una comunicazione non corretta: il mancato dragaggio manutentivo di tutti i canali, portuali e della città, rischia ad esempio di bloccare le attività portuali ed industriali, mettendo a rischio il futuro di 21 mila lavoratori, che producono un fatturato annuo di 6,6 miliardi di euro». «Dopo l'alluvione del novembre scorso - sottolinea Brugnaro, primo firmatario del manifesto - abbiamo chiesto al governo, oltre che il completamento e la messa in opera del Mose, il rifinanziamento della Legge speciale per Venezia. Servono 150 milioni di euro ogni anno, per un decennio, secondo i nostri calcoli, per compiere opere improcrastinabili, e attese da tanto tempo. A cominciare proprio dall'escavo dei canali, che si stanno interrando, utilizzati dal porto e dalle navi da crociera, riportandoli al limite di profondità fissato, ovvero di almeno 12 metri. E parte di questi finanziamenti devono poi essere utilizzati per l'escavo a secco dei rii nel Centro storico, che consentirebbe di realizzare, contemporaneamente, una rete fognaria e pure una rete idrica antincendio, ovvero due opere ormai imprescindibili. È insomma davvero finito il tempo delle attese: ora bisogna agire e prendere i giusti provvedimenti, al di là delle bandiere politiche, per dare un futuro a questa città e a chi ci vive».

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