Psa Group, il bilancio è in netta crescita

Genova - Lo scorso anno, il gruppo di Singapore ha movimentato nei suoi terminal sparsi in tutto il mondo (compresi Psa Genova Prà e Vecon in Italia) 85,20 milioni di teu, con un aumento del 5,2 per cento

Il terminal Psa a Genova

di Alberto Ghiara

Genovs - Mentre lavora per acquisire il terminal Sech di Genova, per avere il quale probabilmente servirà una legge ad hoc del parlamento italiano, Psa International si consola con un bilancio 2019 positivo. I risultati sono stati pubblicati nei giorni scorso, confermando il buon andamento dei traffici anticipato al principio del 2020 e aggiungendo i risultati finanziari. Lo scorso anno, il gruppo di Singapore ha movimentato nei suoi terminal sparsi in tutto il mondo (compresi Psa Genova Prà e Vecon in Italia) 85,20 milioni di teu, con un aumento del 5,2 per cento rispetto ai volumi movimentati nel 2018. In particolare, i container movimentati nel porto di Singapore sono stati equivalenti a 36,89 milioni di teu (+1,6 per cento). Le soddisfazioni maggiori sono arrivate dai terminal esteri, che hanno contribuito per 48,32 milioni di teu (+8,1 per cento rispetto all’anno precedente, col Psa Genova Prà cresciuto del +1,4 per cento a 1,60 milioni di teu). Il fatturato del gruppo di Psa è sceso del 2 per cento rispetto al 2018, ma la compagnia riferisce che questo è stato dovuto al deconsolidamento di una controllata. Un confronto omogeneo fra i dati del 2018 e del 2019 vedrebbe invece una crescita effettiva del fatturato del 3,5 per cento. Il risultato operativo dal canto suo è cresciuto nel 2019 del +1,6 per cento rispetto al 2018, mentre l’utile netto ha raggiunto 1,25 miliardi di dollari di Singapore (più di 800 milioni di euro) con una crescita dell’1,6 per cento.

Il bilancio del gruppo rimane solido con un rapporto fra debito e capitale che alla fine del 2019 era di 0,57. Il chairman del gruppo, Peter Voser, ha sottolineato gli ostacoli superati nel 2019, come «protezionismo e fermento socio-politico», «i rapporti tesi fra le principali nazioni», «i costi più alti» per affrontare il SulphurCap 2020, mentre per l’anno in corso ha indicato nel coronavirus come la principale sifda da affrontare. Intanto a Genova resta in sospeso la fusione col terminal Sech. Il gruppo concorrente Msc ha espresso la sua contrarietà all’operazione, segnalando che è contraria alla legge sui porti (articolo 18, comma 7). L’Autorità di sistema portuale genovese sta prendendo tempo in attesa di indicazioni da Avvocatura dello Stato e ministero delle Infrastrutture. Nei mesi scorsi sono state presentate in parlamento proposte di legge per modificare il comma 7, che però non sono arrivate in fondo all’iter parlamentare. Intanto i sindacati hanno ribadito che l’operazione dev’essere soltanto finanziaria, senza passaggio di personale fra i due terminal.

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