I portuali al lavoro nel porto di Genova. Tensione a Civitavecchia

"Tutti i giorni abbiamo dai 450 ai 500 avviamenti, che non sono i 700 di prima, ma il mondo del porto va avanti - dice il console Antonio Benvenuti - Sulla Pacifica ci sarà lavoro per oggi e per domani. Per il resto sul lato passeggeri è tutto fermo, ma per le merci l'attività va avanti con gli stessi schemi"

Un ormeggiatore a Genova

Genova - Oggi sono al lavoro anche per sbarcare i bagagli dei passeggeri di Costa Pacifica, arrivata nel porto di Genova invece che a Savona, per concludere la crociera. I camalli della Culmv, la Compagnia unica, con i dipendenti dei terminal sono un pezzo del porto che continua a restare aperto e garantire il traffico delle merci (per i passeggeri l'arrivo di Pacifica chiude il ciclo, visto che le crociere sono ferme e i traghetti viaggiano solo per le merci) anche se un pò al rallentatore. «Fra chi lavora in questo momento difficile, con l'emergenza Coronavirus, ci siamo anche noi» sottolinea con orgoglio il console Antonio Benvenuti. Decisamente meno tranquilla la situazione nel porto di Civitavecchia.

«Tutti i giorni abbiamo dai 450 ai 500 avviamenti, che non sono i 700 di prima, ma il mondo del porto va avanti - prosegue - Sulla Pacifica ci sarà lavoro per oggi e per domani. Per il resto sul lato passeggeri è tutto fermo, ma per le merci l'attività va avanti con gli stessi schemi. I terminal Psa di Genova Pra', Sech, Messina e Terminal San Giorgio, fra gli altri, lavorano e fanno molte chiamate. Certo si allungano i tempi, devi riorganizzarti, si spostano orari e turni, si richiede flessibilità nella flessibilità, ma è il nostro lavoro».
Il porto non si è mai fermato, anche se procede a ritmo un pò rallentato dai tempi dettati dalle igienizzazioni dei mezzi ai cambi di turno nei terminal e la necessità di garantire le distanze di sicurezza fra le persone, e con le nuove regole dettate dalla Capitaneria per arrivi e partenze delle navi.

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