Per il porto di Taranto il rilancio è congelato / IL CASO

Taranto - L’avvio dell’operatività al terminal contenitori di Taranto, recentemente acquisito dal gruppo turco Yilport, è slittato da aprile-maggio al periodo estivo. È una delle conseguenze della pandemia di coronavirus, che sta colpendo anche le attività economiche essenziali che i decreti del governo non hanno ancora chiuso

di A. Gh.

Taranto - L’avvio dell’operatività al terminal contenitori di Taranto, recentemente acquisito dal gruppo turco Yilport, è slittato da aprile-maggio al periodo estivo. È una delle conseguenze della pandemia di coronavirus, che sta colpendo anche le attività economiche essenziali che i decreti del governo non hanno ancora chiuso: «Purtroppo - spiega il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Ionio, Sergio Prete - l’impatto del virus sul porto di Taranto è stato notevole. Le opere in corso sono state rallentate o si sono fermate».Il riferimento è a una serie di cantieri con cui il porto di Taranto cercava di rilanciarsi dopo alcuni anni difficili. Le opere più importanti frenate dall’epidemia e dalle misure prese per contrastarla sono il dragaggio della vasca di colmata, gli ultimi lavori della piastra portuale e quelli per il centro servizi polivalente. «E poi - aggiunge Prete - sono arrivate come in tutta Italia le disdette per le toccate delle navi da crociera. Le disdette cominciano a riguardare anche i viaggi successivi al 3 aprile, la data finora fissata dal decreto per la ripresa delle attività. Abbiamo già avuto una disdetta anche per una toccata a giugno. Assieme a miei colleghi di altre Authority credo purtroppo che tutta la stagione sia compromessa». Poi c’è appunto, sempre per problemi di cantieri fermi, lo slittamento dell’operatività del San Cataldo container terminal di Yilport, guidato da Raffaella Del Prete. La società di gestione procede comunque con l’ammodernamento delle gru e con altre opere propedeutiche all’avvio dell’attività del Molo Polisettoriale: «Dispiace ancora di più - afferma il presidente dell’Authority - perché doveva essere l’anno del totale rilancio del porto. Il decreto del ministero sui cantieri è imminente. Vedremo se ci sarà un richiamo a metodi di prevenzione per andare avanti o se si deciderà per la sospensione». Intanto slitta la conclusione dei lavori della piastra portuale, che era prevista per il 30 aprile. Restano da completare la darsena ovest con l’ampliamento del quarto sporgente e la stessa testata del quarto sporgente, che risente dell’incidente dello scorso luglio alla gru dell’ex-Ilva. Lo stabilimento siderurgico, fra l’altro, ha ridotto la produzione per tutelare la sicurezza del personale e anche in questo caso, ragiona Prete, «le ripercussioni sui traffici portuali saranno evidenti». Ad andare avanti è il progetto di Zes, zona economica speciale. Si sta definendo l’organizzazione interna e si stanno costituendo gli uffici di supporto al comitato di Indirizzo. Si sta cercando di individuare la localizzazione ideale, un’area che raccolga le agevolazioni, già previste a livello nazionale, mentre quelle regionali e comunali devono essere ancora fissate. Infine, si attende la nomina dei commissari straordinari da parte del presidente del Consiglio.

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