Anche il porto di Wilmington si arrende alle megaships / IL CASO

La Port Authority dello stato americano si appresta ad accogliere le maxi unità container, prospettando un aumento considerevole del volume di merce movimentata. A monte di tutto questo esiste un importante piano di sviluppo infrastrutturale

di Elisa Gosti

Il North Carolina punta sullo sviluppo portuale. La Port Authority dello stato americano si appresta ad accogliere le maxi unità container, prospettando un aumento considerevole del volume di merce movimentata. A monte di tutto questo esiste un importante piano di sviluppo infrastrutturale. Il porto di Wilmington, infatti, sta per completare i lavori della “fase 2” del progetto di espansione del cosiddetto “turning basin”. Grazie a questa operazione lo scalo potrà ospitare le navi ULCVs (ultra-large container vessels) con una lunghezza di 366 metri. "Si tratta di un traguardo fondamentale e storico per i porti del North Carolina – ha dichiarato Paul J. Cozza, direttore esecutivo dei North Carolina Ports – Il compimento di questo progetto accompagna gli Nc Ports e il porto di Wilmington in quella che possiamo definire la “big ship era”. Riconosciamo l’assoluta importanza di questa operazione per tutti i nostri operatori e per lo sviluppo del loro business e, per questo motivo, ci mettiamo a disposizione per offrire una maggiore capacità in termini di movimentazione delle merce così da supportare al meglio le loro necessità". I lavori hanno consentito l’espansione del bacino di affluenza di Cape Fear River portando la sua ampiezza da circa 427 metri a circa 465 metri. Grazie a questi 38 metri aggiuntivi le unità da 14mila teu potranno fare scalo, in modo sicuro ed efficiente, nel Wilmington Navigational Harbor, permettendo uno sviluppo importante del traffico commerciale gestito dallo scalo.

La fase 2 ha previsto, quindi, un’ulteriore estensione di quello che era il progetto originale, già completato nell’agosto del 2016, che aveva portato il bacino da un’ampiezza di 366 metri a 427 metri. "Questo progetto non sarebbe stato possibile senza il prezioso supporto e la collaborazione di tutti i nostri partner locali, statali e federali – ha dichiarato Brian E. Clark, Ceo dei North Carolina Ports – Il loro sforzo ci ha aiutato ad assicurare che l’operazione continuasse e che quindi potesse essere portata a termine nonostante la concomitanza della grande incertezza inevitabilmente prodotta dall’emergenza Coronavirus". L’espansione del bacino segue e accompagna il completamento di altri due progetti più ampi che puntavano al miglioramento dell’accesso delle porta-container da 14mila teu nel porto di Wilmington. A febbraio i North Carolina Ports hanno dedicato ulteriori 800 metri di banchine alle unità container, uno spazio che consente l’operatività in simultanea di ben due ULCVs. I porti del North Carolina, inoltre, hanno ultimato un progetto che prevedeva l’ampliamento dello spazio aereo così da consentire alle grandi unità container un più agevole accesso al porto. Si tratta di due operazioni chiave per quanto riguarda la strategia commerciale degli Nc Ports che hanno messo a punto un piano di investimenti complessivo del valore di 200 milioni di dollari per il miglioramento e la modernizzazione del porto di Wilmington e per il rafforzamento dell’efficienza dei suoi terminal. Azioni di miglioramento a livello infrastrutturale, quindi, che includono anche un avanzamento del livello dei sistemi utilizzati per la gestione operativa. Grazie alle attività di rinnovamento avviate, il porto di Wilmington potrà raddoppiare la sua capacità annuale portandola a 1,2 milioni di teu di merce movimentata, triplicando la sua capacità per quanto concerne i container refrigerati e sviluppando un nuovo complesso dedicato al traffico container con un numero maggiore di percorsi per quanto riguarda sia il traffico dei camion “inbound” che quello “outbound”.

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