Porti, vertice al ministero per l’alleanza con la Spagna

Genova - Il pressing si fa sempre più forte. La Spagna si è mossa contro la decisione di Bruxelles di voler tassare i porti italiani e ora aspetta una risposta all’offerta di alleanza. Raffaella Paita, deputata di Italia Viva, ieri ha esortato all’azione: «Se passasse la linea comunitaria, sarebbe un colpo pesantissimo»

di Simone Gallotti

Genova - Il pressing si fa sempre più forte. La Spagna si è mossa contro la decisione di Bruxelles di voler tassare i porti italiani e ora aspetta una risposta all’offerta di alleanza. Raffaella Paita, deputata di Italia Viva, ieri ha esortato all’azione: «Se passasse la linea comunitaria, peraltro con un sistema portuale fortemente indebolito dagli effetti del Covid, sarebbe un colpo pesantissimo» ha avvertito la parlamentare che ha aggiunto: «L’Italia deve far valere la propria posizione a Bruxelles». Anche per questa pressione politica, il vertice dei “saggi” di Assoporti con il ministero previsto per oggi, non sarà dedicato solamente al tema della semplificazione. Nel pomeriggio si collegheranno infatti i professori (Deiana, Patroni Griffi e Di Majo) e Corsini, con il sottosegretario Salvatore Margiotta.

Ad Assoporti e al ministero adesso la politica chiede di rispondere in tempi celeri all’offerta di formare un fronte unito con la Spagna, anche perché il tempo per lo spazio di manovra sta per scadere.

Ieri Il Secolo XIX-the MediTelegraph ha provato a contattare, senza successo, il referente delle questioni europee per l’associazione dei porti, Francesco Maria di Maj, presidente di Civitavecchia.

E’ probabile che la quarantena dovuta al coronavirus abbia rallentato la questione europea costringendo molti anche tra i presidenti a lavorare da casa da remoto, ma toccherà al numero uno del porto laziale fare il punto della situazione sul lavoro fatto e impostare una strategia futura.

Gli esperti legali che hanno seguito la vicenda si sarebbero già messi a disposizione ed è probabile che il primo passo sia un contatto con Bilbao, il porto scelto da Madrid per presentare il ricorso alla Corte di Giustizia dell'Unione europea. C’è tempo, per l’Italia, sino a fine maggio. Poi anche quel treno per difendere la natura pubblica delle Authority sarà partito.

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