Giachino: "Genova e Savona, la fortuna di avere operatori di qualità"

"Il sistema portuale è cresciuto nella sua potenzialità, ha ottimi operatori come Saimare ma subiamo due gravi inefficienze della logistica pubblica e cioè la mancata attivazione dello Sportello unico dei controlli e lo stato delle infrastrutture autostradali che collegano i nostri porti al Nord Ovest"

Genova - L’emergenza Covid-19 ha costretto la catena logistica internazionale a profondi mutamenti. La sua aziendacome ha reagito di fronte al nuovo scenario? «Saimare ha una esperienza centennale - risponde Mino Giachino, presidente di Saimare ed ex sottosegretario ai Trasporti - una presenza in tutto il Paese e da anni ha innovato la sua organizzazione, così che oggi siamo in grado di rispondere alle nuove richieste degli armatori, delle società di logistica nazionali e internazionali. Purtroppo il governo ha capito tardi sia la gravità del virus che le pesanti conseguenze per un Paese come il nostro che deve il suo Pil al 37% al commercio internazionale».

Quali sono, oggi, i vantaggi che offre il sistema portuale Genova-Vado-Savona?
«Il sistema portuale è cresciuto nella sua potenzialità, ha ottimi operatori come Saimare ma subiamo due gravi inefficienze della logistica pubblica e cioè la mancata attivazione dello Sportello unico dei controlli e lo stato delle infrastrutture autostradali che collegano i nostri porti al Nord Ovest per fortuna che grazie all’ottimo lavoro di Toti, Rixi e Bucci avremo presto il nuovo Ponte Morandi che ridurrà i tempi dei collegamenti. Ovviamente ci auguriamo che il Governo esca dall’impasse delle posizioni divergenti tra 5 Stelle e Pd e acceleri i lavori sulla A26, A7, A12, A10 dove vi sino ancora molti blocchi o deviazioni».

Che cosa si aspetta dal cluster marittimo-logistico italiano, in questa fase così delicata del settore?
«Che tratti col governo con la schiena dritta consapevole che i trasporti e la logistica che sono stati fondamentali durante questa emergenza per consegnare medicinali, alimentari, mascherine e quant’altro saranno fondamentali per la ripresa».

Quando l’emergenza sarà ultimata, a suo avviso, il sistema portuale italiano sarà svantaggiato o avvantaggiato rispetto al periodo pre-crisi?
«Bisogna vedere gli effetti del calo del costo del petrolio quanto perdureranno perché qualcuno cerca di evitare il Canale di Suez e questo diminuirebbe il ruolo del Mediterraneo. Ecco perché è essenziale ridurre i tempi dei controlli ai nostri porti e migliorare le infrastrutture di collegamento con l’Europa».

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