Maresca (Comune di Genova): "Un tavolo con gli operatori per gestire la ripartenza"

"Il Comune li appoggerà per ottenere misure come a esempio l’implementazione del fondo Solimare per i marittimi, per valutare aiuti fiscali per le imprese, per la rimodulazione dei canoni concessori per i terminalisti"

Genova - “Per l’emergenza coronavirus abbiamo incontrato sindacati e imprese portuali. Per noi è fondamentale che tutti abbiano le protezioni, in vista della Fase 2. E’ importante che lavori il porto e anche che vadano avanti i cantieri collegati, come quello delle Dune di Pra’ per la rigenerazione urbana, che era rimasto fermo per 10 giorni a causa del lockdown per mancanza di materiale”. A parlare è Francesco Maresca, assessore “al porto” del Comune di Genova, che dal suo insediamento ha lavorato per stringere il rapporto fra città e banchine, fra istituzione e associazioni. “Con le imprese - racconta - abbiamo appena avuto un primo incontro in cui abbiamo sentito l’esigenza di fare il punto. Loro da un mese si confrontano con il governo, a cui hanno presentato le loro richieste. Il Comune le appoggerà per ottenere misure come a esempio l’implementazione del fondo Solimare per i marittimi, per valutare aiuti fiscali per le imprese, per la rimodulazione dei canoni concessori per i terminalisti. Inoltre, a partire dal 4 maggio e una volta al mese organizzeremo un tavolo di lavoro, assieme anche a Autorità di sistema portuale e Regione, per gestire la ripartenza. E’ una cabina di regia la cui attività andrà oltre il periodo di emergenza. Stiamo anche lavorando per favorire il ritorno dei lavoratori nei cantieri con il trasporto pubblico”.

Un fattore di sviluppo potrebbe essere la zona logistica speciale. A che punto è il progetto?
“La Zls è prevista dal decreto Genova, il processo va avanti. Il Comune ha fatto una mappa di tutte le imprese che ne potrebbero beneficiare. Il decreto riguarda tutta l’area genovese. Il limite è dato dal Puc, che fissa le aree assegnate alla logistica, oltre che dal fatto che la misura deve riguardare imprese connesse al mare”.

Qual è il prossimo passo?
“Adesso è il governo che deve nominare il proprio rappresentante per il comitato di indirizzo, che dovrà fare il piano strategico della Zls. Noi siamo pronti. E’ un progetto che interessa a spedizionieri e agenti marittimi, perché i problemi burocratici rallentano le merci. Loro hanno fatto una proposta per la Valpolcevera, valutiamo caso per caso la compatibilità con il Puc. Il Comune ha molta disponibilità per le iniziative che sono occasione di lavoro”.

Uno dei progetti logistici più interessanti per Genova riguarda l’arrivo di un centro di smistamento di Amazon. Quale sarà la sua destinazione?
“Credo che Amazon sarà localizzata a Campi, ma il discorso è ancora in evoluzione. Sul piano del lavoro, è un progetto importante”.

Un altro aspetto importante per il porto e per la sua integrazione con la città è quello della viabilità. Che cosa sta facendo il Comune?
“Il mio assessorato lavora in stretta sinergia con quello alla Mobilità, come era già avvenuto per trovare un viabilità alternativa al ponte Morandi. Il nostro prossimo obiettivo è ridurre l’afflusso di Tir ai varchi, creando posteggi fuori dalla città dove si possano svolgere funzioni che in porto creano ingorghi. Pensiamo anche a spazi in regioni limitrofe, come Ovada. Stiamo lavorando con Slala per l’individuazione di aree, oltre che con Regione Piemonte e Provincia di Alessandria. E’ un progetto a cui stavamo lavorando quando è cominciata l’emergenza del coronavirus”.

Quali altre iniziative state portando avanti?
“Per l'integrazione porto-città è fondamentale la digitalizzazione. Ci sono aziende di questo settore interessate. Siamo in contatto con un’Università americana che assieme a alcune imprese, sempre americane, sta cercando porti nel mondo in cui sviluppare il business della digitalizzazione nella logistica. E poi procede il progetto del Genova Blue District, che avrà sede in una palazzina del Porto Antico, Palazzo Verde. Qui metteremo start-up del settore, spazi per associazioni di categoria e il Centro del mare per master universitari. Gli spazi sono già ristrutturati, ma il coronavirus ha imposto uno stop temporaneo”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA