Salerno Container Terminal, trimestre in crescita e nuovi investimenti

Salerno - L’attività portuale ai tempi del coronavirus a Salerno non si è mai fermata. Lo afferma Agostino Gallozzi presidente dell’omonimo gruppo che a Salerno detiene la maggioranza azionaria e gestisce il Salerno Container Terminal ovvero la quasi totalità del traffico container

di Bianca d'Antonio

Salerno - L’attività portuale ai tempi del coronavirus a Salerno non si è mai fermata. Lo afferma Agostino Gallozzi presidente dell’omonimo gruppo che a Salerno detiene la maggioranza azionaria e gestisce il Salerno Container Terminal ovvero la quasi totalità del traffico container: "Il nostro gruppo è rimasto pienamente operativo - sottolinea Gallozzi - e nonostante il difficile momento, abbiamo pianificato nuovi investimenti, assunzioni e nuove strategie grazie anche ai dati positivi incassati dalle nostre attività nello scalo salernitano. Il settore dei contenitori ha registrato una crescita rispetto allo scorso anno, con un più 7% nel primo trimestre e un +10% nel solo mese di aprile. L’emergenza ha stimolato produzioni e commercio dei prodotti dell’alimentare e il porto di Salerno si è trovato in una posizione favorevole grazie ad un mix tra la propria tradizionale vocazione alle esportazioni e la sua centralità rispetto al vasto distretto dell’agroalimentare, in larga parte localizzato proprio nella sua provincia". In questi giorni Sct ha messo un ulteriore tassello al piano di investimenti di lungo periodo (oltre 20 milioni sono già stati realizzati in quest’ultimo anno) sottoscrivendo nei giorni scorsi - con la tedesca Liebherr - il contratto per la fornitura di un’ulteriore mega-gru per container. Del valore di circa sei milioni di euro, capace di lavorare navi da 15 mila teu, sarà consegnata nel prossimo mese di settembre.

Saliranno così a quattro le nuove maxi-gru Liebherr in esercizio presso il terminal, portando a sette il numero complessivo delle gru disponibili, in linea con le aspettative di traffico legate ai lavori di dragaggio in corso, la cui prima fase - completata nello scorso mese di marzo - ha già portato i fondali a metri 13,5 rispetto ai 15 del progetto.

Gli investimenti non si fermano qui: entro l’anno sarà realizzata - interamente a spese di Salerno Container Terminal - una nuova struttura polifunzionale di ispezione frontaliera delle merci, al fine di migliorare i servizi offerti dal porto per le procedure di controllo, sanitarie e doganali, delle importazioni di alimenti, mangimi, prodotti di origine animale e prodotti vegetali. Mentre, insieme ai traffici, cresce anche l’occupazione: in questi giorni la Sct ha assunto un primo gruppo di otto giovani, dando un segnale di fiducia rispetto alla crisi da Covid-19.

Insieme a un nuovo sistema in grado di trasferire all’interno della control-room funzioni tradizionalmente espletate sulle aree esterne riducendo, anche ai fini della sicurezza, le persone presenti in banchina, arriva il progetto più ambizioso: «Proprio in periodo di virus - rivela il presidente di Sct - abbiamo posto le basi con il gruppo tedesco Liebherr, per la realizzazione di un terminal contenitori totalmente a emissioni zero, con la completa abolizione di motori a combustione interna e la progettazione di nuove macchine. Sct collaborerà con la propria esperienza al gruppo di lavoro per la produzione di idee e progettualità, così da avviare a Salerno, entro cinque anni, una nuova generazione di terminal portuale, replicabile altrove, con impatto ambientale zero, in una sfida che assume carattere di priorità, non soltanto etica, per l’azienda ed i suoi azionisti. Con queste potenzialità - e tenendo conto della nuova conformazione competitiva dei traffici globali - il gruppo Gallozzi ha pianificato la propria strategia d’impresa su tre fattori chiave: sviluppo della dimensione produttiva e tecnologica, crescita e sicurezza del lavoro, centralità della tutela ambientale».

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