"A Napoli e Salerno traffico giù del 28%" / INTERVISTA

Napoli - “Devo dire che mi sono molto intristito per le vicende di un Paese che amplia le sue contraddizioni: dice di volere semplificazioni ed aggiunge complicazioni". Così il presidente dell'Autorità di sistema portuale di Napoli e Salerno, Pietro Spirito, commenta in questa intervista il caso D'Agostino a Trieste

di Bianca d'Antonio

Napoli - “Devo dire che mi sono molto intristito per le vicende di un Paese che amplia le sue contraddizioni: dice di volere semplificazioni ed aggiunge complicazioni". Così il presidente dell'Autorità di sistema portuale di Napoli e Salerno, Pietro Spirito, commenta in questa intervista il caso D'Agostino a Trieste. "Nel corso degli anni - aggiunge Spirito - sono aumentati a dismisura i vincoli entro i quali si svolge l’attività amministrativa degli enti pubblici, mentre il mondo economico richiede al tempo stesso risposte più tempestive per poter stare al passo della competitività. Chi è chiamato alla guida di queste amministrazioni vive ogni giorno tale insanabile contraddizione: dovrebbe assumere decisioni con responsabilità manageriale, stando però entro il perimetro di un ingarbugliatissimo ed ingessato quadro di norme. Siamo ormai arrivati al punto di rottura: è giunto il momento delle scelte. Non si possono perseguire obiettivi contrastanti con strumenti inadeguati”.

Passiamo ora alla situazione dei tre porti dell’Adsp (Napoli, Salerno, Castellammare di Stabia) da lei presieduta nel dopo-coronavirus: quali le prospettive per il 2020?
“Le ripercussioni immediate si sono registrate maggiormente nel traffico passeggeri, con un forte crollo dei volumi rispetto all’anno passato, mentre il traffico commerciale ha assicurato una maggiore continuità, sia pure con un calo determinato anche dalla chiusura di una parte delle attività manifatturiere nella prima fase delle chiusure forzate. In marzo, primo mese in cui ha cominciato parzialmente a determinarsi l’effetto del lockdown, si è registrata una riduzione del 14,7% in termini di tonnellate trasportate rispetto all’omologo periodo dell’anno precedente. Ad aprile, mese completamente in lockdown, la riduzione del traffico commerciale nei porti di Napoli e Salerno è stata pari al 28,2% rispetto al corrispondente mese del 2019. Per la parte restante dell’anno è difficile azzardare previsioni: dipenderà molto dalla ripartenza delle attività produttive”.

Quali i settori che più ne hanno risentito?
“Le crociere si sono bloccate completamente. A marzo e ad aprile del 2020 la riduzione è risultata pari al 100% rispetto al 2019, nei porti di Napoli e Salerno così come nei porti di tutto il mondo. Nel traffico passeggeri di corto raggio, il drastico rallentamento dei volumi è correlato con l'emergenza e con la stretta decisa sulla mobilità dei cittadini per generare il distanziamento sociale. La contrazione di passeggeri nel segmento del traffico da e per le isole del Golfo, nel confronto tra aprile 2020 ed il corrispondente mese dello scorso anno, è stata pari al 96,4%”.

Quali provvidenze ha previsto per gli operatori e imprenditori portuali? Nei canoni concessori, per esempio o nei diritti di approdo?
“Ci possiamo muovere, ovviamente, nell’ambito dei provvedimenti di legge. Nel caso del decreto Cura Italia, già convertito in legge, è stato stabilito lo slittamento temporale del pagamento dei canoni di concessione. Questa norma è stata già recepita in un provvedimento della Adsp del Mar Tirreno Centrale. Ora, nel decreto Rilancio Italia, in discussione nelle sedi parlamentari per la conversione, sono previste, da un lato norme per la riduzione dei canoni di concessione nei casi in cui si siano determinati cali di fatturato superiori al 20% e dall’altro misure a sostegno dei soggetti che erogano manodopera portuale. Vedremo quale sarà la versione definitiva di queste due misure: va sottolineato però che il tetto nazionale di 10 milioni di euro per l’utilizzo degli avanzi di amministrazione delle Adsp, attualmente disposto dal comma 8 dell’articolo 199, lascia uno spazio molto limitato per perseguire l’effettività degli interventi previsti”.

Stazione marittima al Beverello: i lavori sono ripresi con tutte le attenzioni in termini di sicurezza, ma quando si concluderanno? E gli altri lavori già programmati a che punto sono?
“Dipenderà da quanto resteranno operative le misure di sicurezza previste dal protocollo nazionale che si applica ai cantieri: sino al 31 luglio non sono in particolare consentite lavorazioni in parallelo e sono in vigore misure rigide di distanziamento; con tali vincoli i tempi di esecuzione si allungano di circa il 25% rispetto al programma dei lavori. Tutti gli altri cantieri in corso hanno intanto ripreso le proprie attività”.

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