Venezia, Comune e Regione votano contro il bilancio del porto. Musolino: "Colpiscono i lavoratori, non me"

"Primi tra le 16 Autorità portuali abbiamo creato le condizioni tecniche per applicare la misura, con l'idea che oggi si approvava il bilancio e si cominciava subito a erogare i fondi"

Venezia - Le due dichiarazioni di voto contrario all'approvazione del bilancio consuntivo dell'Autorità di sistema portuale dell'Adriatico settentrionale presentate oggi dai rappresentanti di Regione Veneto e Città Metropolitana di Venezia, Maria Rosa Anna Campitelli e Fabrizio Giri, sono «uguali, copia incolla parola per parola, persino nel font» e «fanno allusioni a presunte fumosità», senza però dare alcuna spiegazione in merito alla decisione. Lo mette bene in evidenza il presidente dell'Autorità di sistema portuale, Pino Musolino, in una conferenza stampa convocata urgentemente dopo che questa mattina il comitato di gestione dell'autorità ha bocciato il bilancio consuntivo 2019, validato da revisori dei conti di ministero delle Infrastrutture e ministero dell'Economia, a causa del voto contrario di Regione e Città Metropolitana.

“Nelle dichiarazioni di voto si legge che non si ritiene utile dettagliare i motivi che portano a espressione di voto non favorevole”, annota ancora Musolino, chiarendo che "l'organismo di gestione ha revisionato il bilancio dando parere favorevole, e che quindi per legge chi vuole esprimere un voto in disaccordo lo deve motivare. Cosa che non è avvenuta, e l'unica spiegazione fornita è stata appunto un riferimento a presunte fumosità". Ma “i nostri documenti sono tutti pubblicati online, con la massima trasparenza”, chiarisce Musolino evidenziando che il comitato di oggi “è stato convocato lo scorso 18 maggio, convocato via pec il 26 maggio, e tutta la documentazione è stata trasmessa in formato elettronico l'8 giugno. Da allora non è pervenuta nessuna richiesta di chiarimenti o di informazioni, quindi in un mese la presunta fumosità non si è mai evidenziata”. Insomma, “faccio fatica a spiegare razionalmente l'irrazionale”, afferma Musolino che decide quindi di citare i dati, ovvero un avanzo di parte corrente di 26,2 milioni e un utile di 10,5 milioni.

“Oggi il governatore Zaia ha detto che se un bilancio è buono si vota e se non è buono no… se non è buono questo...”, punge quindi Musolino all'indirizzo del governatore. Intanto, la prima conseguenza della mancata approvazione di questo bilancio consultivo, continua, è che l'Autorità non potrà distribuire alle compagnie dei lavoratori fondi a integrazioni degli stipendi, passaggio consentito dal decreto Rilancia Italia e per il quale lunedì scorso l'ente ha approvato un decreto attuativo, lasciando a terra circa 150 lavoratori. "Primi tra le 16 Autorità portuali abbiamo creato le condizioni tecniche per applicare la misura, con l'idea che oggi si approvava il bilancio e si cominciava subito a erogare i fondi". Perché “gli avanzi ci sono, ma se non si approva il bilancio consuntivo non si possono usare”. E per lo stesso motivo “non potremmo utilizzare le risorse sbloccate dal Rilancia Italia per ridurre fino a cancellare i canoni demaniali... noi i fondi ce li avremo per farlo”. E per quanto riguarda l'ipotesi che si tratti di un'operazione per togliere il controllo del porto a Musolino e commissariare l'Autorità, “se tutta questa situazione serve a dare in testa a me... così si colpiscono lavoratori di questo porto”, evidenzia Musolino. “Io tra l'altro tra nove mesi finisco il mio primo mandato, ho fatto tanti lavori prima e ho 42 anni, farò tanti altri lavori dopo”. Certo però che “così per colpire me si colpiscono i lavoratori. Ad ogni modo, “ora tutta la documentazione sarà inviata al ministero superiore vigilante per conoscenza e nei prossimi giorni chiederò cos'è successo al sindaco di Venezia e al presidente della Regione”.

La replica di Zaia
Non c'è alcuna “guerra contro nessuno, nessuna regìa”, dietro la bocciatura del bilancio del porto di Venezia: lo assicura il governatore Zaia, escludendo che ci sia un piano per arrivare a sostituire il presidente dell'Autorità di sistema portuale con l'ex presidente dell'Autorità portuale di Trieste, il veronese Zeno D'Agostino. “Io D'Agostino non lo conosco, non ci ho mai parlato assieme, mi dicono tutti che è un bravo professionista, punto”, continua Zaia. Ciò detto, “il bilancio non compete a me, se Campitelli che rappresenta la Regione ha deciso di non dare la sua approvazione spero abbia documentato la scelta. Se i bilanci stanno in piedi si approvano, se non stanno in piedi si bocciano. Tra l'altro chi vota risponde in proprio della scelta”, e “Campitelli ha parlato con l'assessore e annunciato il voto contrario, ma non è che ha chiesto se poteva votare contro o meno. Ha votato secondo coscienza e professionalità”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA