Più investimenti in sicurezza nei porti sardi

Cagliari - Sforzo consistente quello cui è chiamata l’Autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna nella gestione dell’emergenza sanitaria durante la stagione estiva. In base alle disposizioni derivanti dalla recente ordinanza regionale sulle ulteriori misure straordinarie di contrasto e prevenzione della diffusione epidemiologica

Cagliari - Sforzo consistente quello cui è chiamata l’Autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna nella gestione dell’emergenza sanitaria durante la stagione estiva. In base alle disposizioni derivanti dalla recente ordinanza regionale sulle ulteriori misure straordinarie di contrasto e prevenzione della diffusione epidemiologica, nei principali porti di competenza sono operativi i rilevamenti della temperatura corporea ai passeggeri in arrivo sull’Isola.

Negli scali di Cagliari, Olbia, Golfo Aranci e Porto Torres, apposito personale incaricato dall’Authority è schierato in banchina per monitorare con le termocamere tutti gli sbarcanti, sia a piedi che in auto. Controlli non semplici nella modalità operative, e nella gestione, considerati i volumi di traffico in continuo incremento e le procedure da seguire.

Così come avvenuto nei mesi di chiusura forzata, per i passeggeri senza mezzo al seguito, i controlli sono effettuati direttamente sottobordo, in prossimità del portellone della nave. Tutti quelli in auto invece vengono indirizzati verso apposite corsie ad hoc, lungo le quali, prima dell’uscita dall’area ad accesso ristretto e senza scendere dal veicolo, il personale preposto eseguirà le rilevazioni.

Per il personale incaricato verranno messi a disposizione appositi rilevatori di temperatura professionali, in grado di monitorare la temperatura a distanza di un metro. Preziosi strumenti, che proprio nei giorni scorsi, sono stati donati all’Adsp dalla Fondazione di Sardegna.

In caso di rilevazioni con temperature superiori a quelle fissate dalla normativa in materia di contenimento del contagio da coronavirus, pari a 37,5 gradi, si dovrà procedere con la segnalazione al personale sanitario preposto dalla protezione civile e al trasferimento in apposite tende per le successive procedure di triage previste dal protocollo.

Le stesse procedure di rilevamento della temperatura, stante la brevità del collegamento, saranno invece a carico delle compagnie di navigazione per la tratta Bonifacio-Santa Teresa di Gallura. Uno stato emergenziale, quello gestito dall’Authority, che inciderà non poco sui tempi di deflusso dalle aree portuali e, aspetto non secondario, sulle casse dell’ente.

In particolare considerato il numero di passeggeri, che stando a stime prudenziali, per i soli arrivi di giugno, luglio, agosto e settembre si avvicina a circa 1,9 milioni di unità (100 mila a Cagliari, 1,1 milioni ad Olbia, 410 mila a Porto Torres e 230 mila a Golfo Aranci), l’Adsp prevede una spesa aggiuntiva alla normale gestione dell’attività di sicurezza pari ad circa due milioni di euro: “Abbiamo preso atto delle disposizioni previste dall’ordinanza regionale del 14 giugno scorso e ci siamo attivati, con non poche difficoltà, per affrontare una stagione che, dal punto di vista organizzativo dei porti, si annuncia particolarmente complessa - spiega Massimo Deiana, presidente dell’Adsp -. In attesa di conoscere gli sviluppi della gestione emergenziale da parte degli organi competenti, ci siamo impegnati ad assicurare il servizio con le risorse umane a disposizione nei nostri porti, senza pregiudicare i precipui compiti di istituzionali di security. A tal fine confidiamo nel necessario supporto delle autorità regionali competenti e ringraziamo la Fondazione di Sardegna che ha messo a disposizione dell’ente 40 rilevatori di temperatura professionali, strumenti fondamentali che consentiranno di accelerare le procedure”.

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