Il virus colpisce Vado: via alla cassa integrazione al Terminal container

Vado Ligure - Con un traffico ridotto di un quarto nei mesi del suo debutto, e la prospettiva di un’altra riduzione quest’estate, il Vado Gateway, nuovo terminal di Vado Ligure, deve ricorrere alla cassa integrazione

di Francesco Margiocco

Vado Ligure - Con un traffico ridotto di un quarto nei mesi del suo debutto, e la prospettiva di un’altra riduzione quest’estate, il Vado Gateway, nuovo terminal di Vado Ligure, deve ricorrere alla cassa integrazione. Azienda e sindacati hanno trovato l’accordo ieri, e la “cassa per coronavirus” partirà lunedì.

Riguarderà i 161 dipendenti, amministrativi e operai, ognuno per due giorni alla settimana. «La decisione era nell’aria da tempo», conferma Mauro Scognamillo, segretario regionale Fit-Cisl. La cassa integrazione arriva fino a un massimo di 1.199 euro al mese: «Abbiamo chiesto all’azienda di coprire la differenza dello stipendio, ci ha risposto che deciderà entro fine luglio». Il segretario savonese della Filt-Cgil, Fabrizio Castellani, parla di «situazione difficile, non per colpa dell’azienda».

Fa impressione, dice, che una realtà appena nata sia in crisi, «ma è la crisi internazionale». Sono passati sei mesi dall’inaugurazione del terminal, il 12 dicembre, ma il clima festoso di allora è lontano. Nel suo discorso inaugurale, il presidente dell’Autorità portuale, Paolo Emilio Signorini, aveva detto che i container giornalieri avrebbero dovuto essere 399 quest’anno, e 722 il prossimo.

Costata 450 milioni, la maxi-banchina poggia su fondali di 17 metri, per accogliere le grandi navi portacontainer di ultima generazione. Ha una linea d’accosto di 450 metri che sarebbero dovuti salire a 700 entro luglio, ma il coronavirus ha rallentato i lavori, rinviandone la fine a ottobre. Accanto al Vado Gateway c’è il Refeer Terminal, primo nel Mediterraneo nel settore della frutta.

Apm Terminals, costola della danese Maersk in società con Cosco e Qingdao Port, ma vanta un clima migliore. «I traffici di frutta vanno meglio. Forse riusciremo a evitare la cassa», dice Franco Paparusso, segretario ligure di Uiltrasporti. Lunedì l’assemblea, scrive l’azienda in una nota, voterà una proposta di nuova organizzazione del lavoro «che, se approvata, ridurrà l’impatto del provvedimento».

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