Italia-Barcellona, traffici in aumento sull'Autostrada del mare"

Barcellona - Dal coronavirus, il porto catalano  èperò stato danneggiato "in ogni settore. Era dalla crisi del 2007 che non si assisteva a una caduta del commercio di queste dimensioni - risponde Nuria Burguera, responsabile delle Relazioni istituzionali del porto di Barcellona -. Tanto per darle un’idea, da marzo sono transitati per il nostro porto 8,9 milioni di tonnellate di merci, che significa un 8,2% in meno rispetto allo scorso anno"

di Stefano Pampuro

Barcellona- L’emergenza coronavirus ha bloccato il mondo, e in molti casi continua ancora a bloccarlo. Per tre mesi gli apparati industriali e i flussi di merci e di persone hanno subito un arresto dalla proporzioni mastodontiche.

Il porto di Barcellona quanto si è visto danneggiato da tutto questo?
"È stato un danno di vasta portata che ha riguardato ogni settore dei trasporti. Era dalla crisi del 2007 che non si assisteva a una caduta del commercio di queste dimensioni - risponde Nuria Burguera, responsabile delle Relazioni istituzionali del porto di Barcellona -. Tanto per darle un’idea, da marzo sono transitati per il nostro porto 8,9 milioni di tonnellate di merci, che significa un 8,2% in meno rispetto allo scorso anno".

Qual è stato il Paese con cui avete registrato l’impatto peggiore?
"Sicuramente la Cina, da cui riceviamo il grosso del commercio. Più della metà degli scali previsti nel nostro porto da navi provenienti da Shanghai, Shenzhen e Hong Kong. Con loro abbiamo avuto una caduta del 41%, perché, ricordiamocelo, sono stati loro i primi a essere colpiti".

Quali sono stati i due ambiti più danneggiati da marzo a oggi?
"Sicuramente quello delle autovetture e del trasporto passeggeri. Il primo si è visto ridurre di un 30,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre il numero dei passeggeri di un 54,8%".

E per quanto riguarda il numero dei croceristi?
"Sono calati di un 77%. Soprattutto abbiamo risentito della perdita degli scali di Pasqua e abbiamo valutato le perdite negli introiti a terra per circa tre milioni di euro".

Come ha reagito invece il traffico di container?
"I dati che abbiamo da gennaio a oggi, cioè due mesi prima della crisi segnano una caduta del 16,2%, attestandosi a soli 944 mila teu. Riguardo alle Autostrade del Mare, le linee regolari per il Mediterraneo non hanno registrato nessuna cancellazione: la linea tra Barcellona e Genova, e Barcellona e Civitavecchia sono cresciute di un 3% e un 4%. Non hanno subito nessuna cancellazione. Grimaldi e Grandi Navi Veloci hanno cooperato in maniera egregia con noi e hanno adottato in tempi rapidissimi tutti i procedimenti di prevenzione e sicurezza impartiti dal ministero".

E per quanto riguarda le piccole imprese di trasporti che operavano col porto?
"Un disastro. Le grandi società hanno incassato il contraccolpo a fatica, quelle più piccole invece ne sono uscite con le ossa rotte. Abbiamo una prima stima approssimativa dei danni. Sono 1455 impiegati e operai in cassa integrazione e diciotto ditte di importazione ed esportazione che hanno dovuto chiudere".

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