Torre piloti, il pm: "Procederò contro ex vertici di Guardia costiera e Autorità portuale"

«Nel corso del processo - ha detto il pm Cotugno - sono emerse delle evidenze su altre posizioni, quelle dei precedenti vertici dell'Autorithy e dei precedenti datori di lavoro».

Genova - «Procederò contro i vertici dell'Autorità portuale e della Guardia costiera dall'anno di costruzione della Torre piloti fino al 2013, quando crollò». È l'annuncio a sorpresa da parte del pubblico ministero Walter Cotugno nel corso delle repliche nel processo sulla collocazione della Torre piloti, la struttura crollata il sette maggio 2013 per l'urto della Jolly Nero provocando la morte di nove persone.

«Nel corso del processo - ha proseguito il pm - sono emerse delle evidenze su altre posizioni, quelle dei precedenti vertici dell'Autorithy e dei precedenti datori di lavoro». Il nuovo filone di indagine nasce da un nuovo esposto presentato da Adele Chiello, la mamma di Giuseppe Tusa, una delle vittime del crollo. A inizio luglio, il pm aveva chiesto la condanna a cinque anni per l'ammiraglio Felicio Angrisano e altre 10 condanne tra i collaudatori, costruttori e datori di lavoro. La sentenza potrebbe arrivare il 15 settembre. Il processo sulla costruzione era nato grazie alla tenacia della mamma di Tusa. La procura aveva inizialmente chiesto l'archiviazione ma la donna si era opposta e il gip aveva ordinato al pm nuovi accertamenti. In appello, nell'ambito dell'inchiesta principale sul disastro, era stato assolto il pilota del porto Antonio Anfossi (in primo grado era stato condannato a quattro anni) ed erano state confermate le assoluzioni per Giampaolo Olmetti, comandante d'armamento, e per il terzo ufficiale Cristina Vaccaro. Le altre condanne erano state confermate e in alcuni casi leggermente diminuite. L'udienza in Cassazione è fissata per il 16 ottobre.

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