«E' doloroso non riuscire a essere più veloci. La Diga foranea è una priorità» / VIDEO

Genova - «La Diga foranea è veramente il mio sordido dolore: avrei voluto essere più avanti». Paolo Emilio Signorini, presidente del porto di Genova-Savona, vorrebbe accelerare su un’opera che ritiene fondamentale

di Si. Gal.

Genova - «La Diga foranea è veramente il mio sordido dolore: avrei voluto essere più avanti». Paolo Emilio Signorini, presidente del porto di Genova-Savona che terminerà il mandato alla fine dell’anno, vorrebbe accelerare su un’opera che ritiene fondamentale. Adesso il presidente può finalmente indicare una data di partenza - e fine - del cantiere. L’intervista video (realizzata con Licia Casali) è on line sul sito del MediTelegraph e del Secolo XIX. «La diga risolve due grandi problemi: abbiamo un bacino di evoluzione che rischia di non essere più adeguato al gigantismo navale. Anche l’entrata nel canale di Sampierdarena diventerà difficoltosa quando ci sarà una nave al terminal Bettolo. E’ quindi una questione di sicurezza: ricordiamoci quello che successo con la torre piloti...»

E poi c’è il traffico intenso nell’unico accesso al porto...
«Adesso nell’ingresso di Levante, l’unico del porto di Genova, ci sono gli yacht della Darsena, la scuola vela per bambini, le riparazioni navali, il porto passeggeri e poi quello merci. E’ troppo promiscuo. Con il nuovo progetto che presenteremo venerdì con il presidente Toti, vogliamo risolvere tutte queste problematiche».

E la questione più economica.
«Certo. L’accessibilità marittima del nostro porto è uno dei principali colli di bottiglia individuati dalla Commissione Europea sul corridoio Reno-Alpi. La nuova diga non è soltanto una visione locale, partigiana e localistica. E’ anche una priorità europea». —

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