Il grande cantiere del porto vale due miliardi, nuova Diga pronta nel 2030

Genova - I soldi dovrebbero arrivare dal Recovery Fund europeo: 600 milioni di euro che serviranno per costruire la nuova diga del porto di Genova. Lo avrebbe confermato anche la nutrita pattuglia di mega dirigenti del ministero dei Trasporti arrivati per l’inaugurazione del nuovo ponte sul Polcevera. L’Autorità di sistema portuale ha previsto i tempi di realizzazione dell’opera

di Simone Gallotti

Genova - I soldi dovrebbero arrivare dal Recovery Fund europeo: 600 milioni di euro che serviranno per costruire la nuova diga del porto di Genova. Lo avrebbe confermato anche la nutrita pattuglia di mega dirigenti del ministero dei Trasporti arrivati per l’inaugurazione del nuovo ponte sul Polcevera. L’Autorità di sistema portuale ha previsto i tempi di realizzazione dell’opera. Venerdì il presidente del porto Paolo Emilio Signorini e il governatore Giovanni Toti presenteranno alla città il progetto che cambierà il volto di Genova dal mare. Serviranno otto anni per costruirla: i lavori cominceranno a novembre del 2022 e termineranno alla fine del 2030.

Un tempo lungo per un’opera complessa che però è definita «fondamentale per il bacino storico del porto e in grado di garantire accesso e manovra in massima sicurezza anche alle navi di prossima generazione». L’Authority ha svelato i piani per la ripresa che arriverà dalle opere rese più veloci dalla semplificazione del Decreto Genova, facendo il punto a due anni dal crollo del ponte Morandi in un grande libro bianco. Già dal 2021 a Genova partirà il grande cantiere del porto del programma straordinario che vale due miliardi di euro.

L’ANNO DEI CANTIERI

Il 2021 si aprirà con almeno sei cantieri su sette opere previste dal decreto-Genova. A gennaio partiranno i lavori per il nuovo viadotto di accesso al bacino portuale di Pra’ per rendere più efficiente il flusso del traffico merci dalla banchina gestita da Psa. Contemporaneamente dovrebbe partire anche la rivoluzione ferroviaria a Ponente, con il prolungamento dei binari che vedranno la luce dopo due anni e mezzo. Sempre sul fronte dei terminal, quello sull'ex Calata Bettolo, gestito da Msc, inizierà ad operare a settembre e potrà avere il collegamento ferroviario alla fine del 2022, quando sarà completato il link con il parco del Campasso. La nuova sopraelevata Il porto di Sampierdarena in due anni cambierà completamente volto: la sopraelevata portuale sarà estesa e permetterà di arrivare più velocemente al varco di Cornigliano, agevolando così il traffico pesante che dal porto si dirige verso le autostrade dirette ai mercati del Nord Italia.

Non solo: la mini gronda a mare consentirà la separazione tra la viabilità urbana e il traffico portuale. Non sarà l’unico intervento previsto nei 133 milioni di cantiere: il varco di San Benigno sarà potenziato, la strada della Superba completata e sarà anche realizzato il varco in quota per Ponte Etiopia.

LA NUOVA VITA DEL SILOS
Bisognerà invece aspettare un anno e mezzo per vedere risorgere l’Hennebique. Il programma dell’Authority prevede che a marzo dell’anno prossimo possano partire i lavori, mentre alla fine dell’anno successivo dovrebbe arrivare il taglio del nastro per la nuova struttura. Un’operazione che Palazzo San Giorgio valuta intorno ai 100 milioni di euro, affidata a Vitali e Roncello Capital.  L’iter è ora alla fase del progetto di fattibilità tecnico economica - come aveva anticipato Il Secolo XIX - ma tra crociere, negozi, residenze e università, l’Authority scommette sulla rinascita dell’ex silos. Il ribaltamento a mare di Fincantieri a Sestri Ponente nelle previsioni dell’Authority terminerà a fine 2025. L’opera è complessa e prevede anche la messa in sicurezza del Rio Molinassi.

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