Costa Crociere, il Zena Terminal prende forma

Genova - “Siamo lieti di vedere che il progetto di Calata Gadda entri ora nella sua fase di implementazione”, afferma Beniamino Maltese, executive vice president e direttore finanziario di Costa Crociere. Il progetto per il terminal crociere di Costa a Genova ha fatto un passo avanti importante ieri

di Alberto Ghiara

Genova - “Siamo lieti di vedere che il progetto di Calata Gadda entri ora nella sua fase di implementazione”, afferma Beniamino Maltese, executive vice president e direttore finanziario di Costa Crociere. Il progetto per il terminal crociere di Costa a Genova ha fatto un passo avanti importante ieri con la comunicazione ufficiale da parte dell’Autorità di sistema portuale della conclusione della Conferenza di servizi preliminare.

E’ un passaggio formale che consente al consorzio Zena Cruise Terminal, di cui fanno parte Costa Crociere, San Giorgio del Porto e Costa Edutainment, di procedere più rapidamente con la progettazione definitiva e di elaborare il piano economico-finanziario. Nella nota che accompagna la comunicazione, l’Authority sottolinea come il progetto comporti “una riduzione degli spazi del distretto industriale che deve trovare un adeguato bilanciamento in interventi da realizzare nelle altre aree del comparto”.

Questo richiede un “conseguente nuovo assetto del distretto” che è atteso da alcuni decenni dagli operatori dell’industria navale. Sarebbe la prima volta in 70 anni che si procede con un intervento per radicare l’industria navale, che ha un rapporto controverso con la città, pur avendo una densità occupazionale più alta rispetto ai terminal. Nelle scorse settimane Confindustria ha presentato a Palazzo San Giorgio una proposta di riempimenti nelle aree di molo Giano e dell’ex superbacino, che consentirebbero di spostare le imprese che oggi gravitano su calata Gadda.

La collocazione di queste nuove aree non interferisce con il progetto di waterfront di Renzo Piano. Il presidente Paolo Emilio Signorini sta valutando diverse soluzioni in un quadro che si presenta complesso, sia per quanto riguarda la sistemazione delle riparazioni, sia per quanto riguarda i nuovi spazi per le crociere. Il progetto Costa presenta il vantaggio di essere già a uno stadio avanzato e di essere stato inserito nel Programma straordinario del commissario Marco Bucci. Maltese, che insiste sull’importanza di Genova per le operazioni della compagnia, spiega che “il rinnovamento delle infrastrutture portuali è una priorità strategica per Costa Crociere e per il settore crocieristico in generale. Riteniamo che ciò debba avvenire seguendo criteri di sostenibilità ambientale, rispetto delle comunità locali e nell’ottica di prevedere strutture in grado di ospitare le navi di nuova generazione che entreranno in operazione nei prossimi anni”.

L’iter per il nuovo terminal prevede una variante al piano regolatore e l’approvazione del progetto definitivo da parte della conferenza dei servizi, con successiva messa a gara. Se tutto dovesse filare liscio, i cantieri per l’opera potrebbero aprire nel corso del 2022. Ma il primo passo a cui sta lavorando il consorzio assieme a Autorità di sistema e a Confindustria Genova è trovare l’accordo con le imprese del settore che dovranno essere spostate.

Attualmente il tavolo è formato da una decina di aziende, in cui lavorano circa 400 persone. Portavoce di queste aziende è Fabio Bianchi, della Savi, che spiega che il progetto piace al comparto delle riparazioni navali, “dando per scontato che ci sarà una ricollocazione adeguata per proseguire il nostro lavoro. Si tratta di un’opportunità verso cui abbiamo un atteggiamento positivo, senza chiusure”. Per questo le aziende hanno anche affidato la valutazione dell’opera all’architetto Mattia Villani: “Questa - spiega Villani - è la parte più vecchia del porto, dove da decenni non si fanno interventi. E’ un contesto dove è diventato difficile lavorare. Per questo ben venga se si trovano nuovi spazi, purché si arrivi a conclusione in pochi anni, non più di cinque, per non pregiudicare le prospettive di crescita delle aziende”.

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