"Ecco perché Gibuti sarà sempre più strategica" / INTERVISTA

Gibuti - Pochi porti al mondo possono vantare un peso geopolitico come quello di Gibuti. Il minuscolo stato africano costiero è incastonato tra Etiopia, Eritrea e Somalia ed è l’avamposto di una task force internazionale che combatte la pirateria nell’Oceano Indiano. Fatouma Ahmed, responsabile Promozione per i porti e la Zona economica speciale di Gibuti, racconta in che direzione stia andando l’hub marittimo più importante dell’Africa Orientale

di Stefano Pampuro

Gibuti - Pochi porti al mondo possono vantare un peso geopolitico come quello di Gibuti. Il minuscolo stato africano costiero è incastonato tra Etiopia, Eritrea e Somalia ed è l’avamposto di una task force internazionale che combatte la pirateria nell’Oceano Indiano. Fatouma Ahmed, responsabile Promozione per i porti e la Zona economica speciale di Gibuti, racconta in che direzione stia andando l’hub marittimo più importante dell’Africa Orientale.

Non avendo uno sbocco sul mare, il porto di Gibuti diventa l’unico punto di accesso marittimo dell’Etiopia. Quali sono le principali vie di transito di merci e prodotti energetici?
"Da quando l’Eritrea ha cessato di essere parte della federazione etiope, Addis Abeba ha perso il suo affaccio sul mare dipendendo in tutto e per tutto dal porto di Gibuti. Dal 2016 è attiva la linea ferroviaria che collega i due Paesi e su cui transitano il 90% delle merci importate dall’Etiopia. Precedentemente tutto il trasporto avveniva via gomma con un tempo di percorrenza quattro volte superiore a oggi. Per quanto riguarda il commercio in uscita, invece, lo scorso dicembre il Parlamento etiope ha approvato un progetto per costruire un gasdotto che collegherà gli stabilimenti di Hilala e Kalub, nella regione del Somaliland, fino a Gibuti".

Quali sono i Paesi che più di tutti fanno sentire il loro peso commerciale a Gibuti?
"La Cina e gli Stati Uniti, ma con delle differenze".

La presenza di aziende italiane è consistente?
"La Ignazio Messina è la compagnia italiana che più di tutte ha creduto nel nostro scalo. Dopo Dubai siamo noi il loro principale snodo di transito".

Il porto di Gibuti si sviluppa su una penisola già ampiamente edificata, ma questo non vi ha mai fermato. Avete due terminali contenitori costruiti interamente su isole artificiali e questo vi dà la possibilità di espandervi ulteriormente. Quali sono i progetti che avete in cantiere?
"Il Business District è sicuramente quello più futuristico perché coinvolgerà anche l’urbanistica abitativa della città. È prevista la costruzione di un’area completamente nuova dotata di edifici per ospitare 30 mila persone, negozi, ristoranti, cinema, centri commerciali, un porticciolo turistico e un terminal traghetti".

E progetti orientati all’espansione commerciale?
"
Dallo scorso anno stiamo lavorando allo sviluppo della zona industriale di Damerjog (Ddid Ftz) su cui verrà progressivamente trasferito il 70% dell'industria pesante. La fase pilota includerà un molo per lo stoccaggio del petrolio greggio, un terminal di esportazione per il gas naturale liquefatto, un impianto di laminazione dell'acciaio, una fabbrica di cemento, un cantiere di riparazione navale e un porto polivalente ampliato. Il sito del progetto comprende un'area totale di 30 chilometri quadrati e si trova vicino al confine con la Somalia".

Vista la vicinanza con questo Paese, è d’obbligo chiedere quale sia la situazione della pirateria.
"In tutto il Paese stanziano attualmente 10 mila militari provenienti da tutto il mondo. L’unica base statunitense in tutta l’Africa si trova da noi, e anche l’Italia è presente con un contingente fisso dal 2013. Paesi come Cina, Arabia Saudita, Francia vogliono che l’accesso al Mar Rosso resti sotto controllo e libero dalla pirateria e per questo una task force internazionale costituita da 23 navi assicura una protezione costante su tutto l’Oceano Indiano settentrionale".

Come state affrontando la crisi del coronavirus?
"Abbiamo da poco superato i 5.000 casi nel Paese per un totale di 59 decessi. Purtroppo l’epidemia ha avuto spiacevoli ripercussioni sul nostro traffico e ci ha imposto di adottare misure preventive ad ogni livello".

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