Il porto di Civitavecchia chiede 830 milioni a fondo perduto

Civitavecchia - I circa 100 milioni di euro stanziati giovedì scorso nell'ambito del decreto Infrastrutture, dopo il via libera della Conferenza Stato-Regioni, riguardano l'accessibilità stradale al porto di Civitavecchia e altre opere

Civitavecchia - I circa 100 milioni di euro stanziati giovedì scorso nell'ambito del decreto Infrastrutture, dopo il via libera della Conferenza Stato-Regioni, riguardano l'accessibilità stradale al porto di Civitavecchia e la realizzazione della prima Darsena (Pescherecci) del nuovo porto commerciale di Fiumicino; entrambi rientrano in quei progetti che il ministro dei Trasporti, Paola De Micheli, ha recentemente citato tra gli interventi prioritari della portualità della Regione Lazio e su cui il governo stanzierà ulteriori contributi a fondo perduto. Interventi che supportano il piano di azione che l’Autorità di sistema portuale ha intrapreso negli ultimi anni per far diventare i tre porti del Lazio (Civitavecchia, Gaeta e Fiumicino), anche attraverso la prossima istituzione della Zona logistica semplificata, gli scali commerciali di riferimento della Capitale e della Regione (il cui tessuto produttivo pesa per circa il 50% su quello del Centro Italia e per l’11% su quello nazionale, oltre a rappresentare il secondo bacino di consumo a livello nazionale), in un’ottica di sviluppo dell’economia di prossimità e quindi di trasporto intelligente e sostenibile (riducendo le percorrenze chilometriche/miglia sia lato mare che lato terra).

L’obiettivo ambientale deve oggi infatti orientare le scelte delle attività economiche e di quelle finanziarie, come stabilito dal recente Regolamento dell'Unione europea 2020/852 del 18 giugno 2020 relativo all’istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili. E’ quindi fondamentale che il mondo dello shipping e della logistica scelga quei porti che siano più vicini alla destinazione finale delle merci. Per il principale scalo della rete laziale, circa 69 milioni di euro serviranno in particolare per migliorare la viabilità d’accesso e la connessione porto-città con opere infrastrutturali nell’ambito dell’ultimo miglio stradale, così da superare non solo le interferenze tra i collegamenti ferroviari (di cui è già in atto, insieme a Rete ferroviaria italiana, il processo di potenziamento dell’ultimo e penultimo miglio), ma anche quelle con la viabilità cittadina.

Nello specifico, è prevista la realizzazione del terzo varco centrale di accesso al porto (completando le relative rampe), come previsto dal vigente piano regolatore portuale, in aggiunta agli attuali varco Vespucci e varco Nord, oggi dedicati rispettivamente al traffico passeggeri e al traffico merci. Il nuovo varco di accesso (che ridurrà il collegamento via bretella con l’A12, situata a pochi chilometri di distanza dal porto), collocato strategicamente in corrispondenza del terminal commerciale, e più in generale il nuovo assetto della viabilità, consentiranno la canalizzazione dei traffici stradali indirizzando preventivamente i flussi in base alle diverse destinazioni all’interno del porto.

Ma l'importanza degli stanziamenti del ministero dei Trasporti riguarda anche e soprattutto il porto di Fiumicino, che negli ultimi 20 anni non aveva mai ricevuto contributi a fondo perduto da parte del governo. I restanti 30 milioni sono infatti destinati alla realizzazione del primo stralcio dei lavori del nuovo porto commerciale, che prevede l’allestimento delle infrastrutture e delle aree per la cantieristica navale e la realizzazione del nuovo porto pescherecci per dare ricovero in sicurezza alla più importante flotta pescherecci del Lazio: "Ma oltre ai finanziamenti appena accordati - spiega il presidente dell'Adsp del Mar Tirreno Centro-Settentrionale, Francesco Maria di Majo - abbiamo richiesto ulteriori contributi a fondo perduto per un valore complessivo di circa 830 milioni di euro per il completamento dei piani regolatori dei tre porti. In particolare, la settimana scorsa, abbiamo presentato al ministero le schede che dimostrano la maturità tecnica dei progetti infrastrutturali sviluppati negli ultimi circa quattro anni da questa amministrazione e, segnatamente, dall'area tecnica. Queste schede - prosegue di Majo - sono state trasmesse, per il tramite del Mit, alla presidenza del Consiglio, per far rientrare i progetti nel Recovery Fund. Infatti, tra le condizioni della loro eleggibilità vi sono la possibilità della loro realizzazione entro il 2026 e il soddisfacimento dei criteri di cui alla proposta di Regolamento Ue Com 202 n. 408 del 28.05.2020 che stabilisce le regole di erogazione dei finanziamenti del Recovery Fund, nonché gli obiettivi che devono perseguire i singoli progetti. Tra tali obiettivi e nel predetto orizzonte temporale rientra anche il grande progetto della Darsena Energetica Grandi Masse che ha oggi ripreso vigore anche a seguito della anticipata dismissione della centrale dell’Enel e delle citate politiche di sviluppo della componente commerciale del porto di Civitavecchia a servizio del bacino di consumo romano; politiche fortemente sostenute dalla Regione Lazio coerentemente all’istituzione delle Zona logistica semplificata".

Per il porto di Gaeta invece, che vedrà completato il porto commerciale entro la fine dell’anno, sono stati recentemente allocati più di 500 mila euro per la progettazione della cantieristica navale che costituiva una voce economicamente importante del prodotto interno lordo della città e il cui rilancio e potenziamento passano attraverso l'attuazione del cosiddetto Piano Frattasi che prevede anche la delocalizzazione di queste attività: "Di tutto ciò - sottolinea di Majo - mi sento in dovere di ringraziare anzitutto la ministra De Micheli con gli uffici e le strutture dello stesso ministero, che hanno saputo tenere in giusta considerazione i progetti e la documentazione tecnica da noi presentata, valorizzando in tal modo i porti che si trovano a stretto contatto con la Capitale. Per me è ovviamente motivo di doppia soddisfazione, perché spesso l'azione di un'amministrazione pubblica viene valutata solo nell'immediato e su ambiti circoscritti, senza che vi sia uno sguardo d’insieme sulle prospettive che una determinata azione riesce a determinare e sui processi di pianificazione che sono contenuti nel Piano operativo triennale. In questo senso, l'aver ottenuto dal governo una tale mole di finanziamenti a fondo perduto (a cui si aggiungono quelli europei già ottenuti, il mutuo della Banca europea per gli investimenti di 195 milioni di euro e auspicabilmente ulteriori risorse a valere sul Recovery Fund), alcuni dei quali potranno in tempi rapidissimi dar vita a cantieri di consistenti dimensioni ha un duplice significato: in primo luogo, consentirà, nell'immediato, la creazione di occupazione (in un territorio che vede altissimi tassi di disoccupazione e con molti posti di lavoro a rischio a seguito del crollo del crocierismo e del processo di dismissione della centrale Enel); in secondo luogo va considerato che la realizzazione delle opere finanziate consentirà a tutti e tre i porti del network, ma soprattutto a quello di Civitavecchia, non solo di acquisire ulteriore e maggiore competitività nel settore dei traffici commerciali, ma soprattutto di uscire dalla crisi che sta vivendo per effetto dell’emergenza sanitaria e del crollo dell’importazione di carbone della centrale Enel. Si tratta peraltro di obiettivi tutti perfettamente in linea con i programmi europei, con i recenti strumenti dell’Ue per la ripresa a sostegno dell’economia dopo la pandemia di coronavirus, tra cui il Recovery Fund e il Just Transition Fund. Attraverso l’assegnazione da parte del governo di risorse per circa 100 milioni di euro, che rappresenta un concreto sostegno allo sviluppo dei porti del network laziale, possiamo oggi guardare al futuro con particolare ottimismo”.

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